Mercoledì, 16 Giugno 2021
Ardeatino Ardeatino / Via Primo Carnera

Roma 70, ENPAIA sfratta altre 15 famiglie: "Chiediamo solidarietà"

La Portavoce dello Sportello per il Disagio Abitativo rende noto che altre 15 famiglie residenti ENPAIA rischieranno lo sfratto giovedì prossimo. "Non si tratta di morosi. Anzi da tempo già pagano un aumento del 20%"

Un'altra giornata al cardiopalma per decine di residenti del Municipio VIII. Ancora una volta, la spada di Damocle che inesorabilmente pende sulla testa di tanti cittadini, è quella dell’ex Ente Previdenziale ENPAIA. A renderlo noto è la Portavoce dello Sportello per il Disagio Abitativo.

LO STILLICIDIO CONTINUA - “Giovedì 6 Marzo a partire dalle ore 9,30 circa 15  famiglie aderenti al Comitato Inquilini Sfrattati ENPAIA di Via Primo Carnera 21 subiranno l'ennesimo accesso da parte dell'Ufficiale Giudiziario – spiega la signora Arcangeli - Per molte di queste famiglie si tratta del quinto, sesto, settimo ed in alcuni casi anche ottavo accesso”. In sostanza uno stillicidio.

INQUILINI PAGANTI E NON MOROSI - Andando a verificare la condizione di questi inquilini, la Portavoce dello Sportello, che è anche Presidente del Comitato Inquilini Primo Carnera,  chiarisce che “non si tratta di sfratti per morosità – poiché da tempo le famiglie pagano l'aumento del 20% sul canone di locazione previsto dalla legge a tutela del proprietario. Semplicemente non hanno accettato di sottoscrivere l'Accordo siglato dalla Fondazione con i Sindacati; si tratta altresì di un Accordo  - prosegue Arcangeli - che ha applicato in senso molto restrittivo l'Accordo Territoriale per il Comune di Roma soprattutto laddove prevede la tutela delle fasce deboli”.

EDILIZIA PUBBLICA RESIDENZIALE - Andando nel dettaglio, la signora Arcangeli spiega che “ Lo stabile è stato edificato in Piano di Zona 39 ed in Legge 167/62 - quasi certamente con il contributo di Cassa Depositi e Prestiti ; esattamente lo stesso percorso che le istituzioni ed il mondo politico ipotizzano di intraprendere oggi per risolvere, ancora una volta, il problema del disagio abitativo che con un periodo fisso di circa 30 anni si ripropone. Viene affrontato dall'anno 1962 con la formula del Piano Casa di Fanfani e però talmente distorto, contorto e stravolto da portare inevitabilmente a questi brillanti risultati!”

LE ASPETTATIVE FRUSTRATE - “Non da ultimo il nostro comitato è responsabile dello Sportello per il Disagio Abitativo dell'VIII Municipio – ricorda Giovanna Arcangeli - impegno che ha aperto ai nostri occhi uno spaccato talora inconsueto e insospettato di questa alterità del nostro territorio. Ma che non ci ha referenziati tanto da permetterci di avviare, come sarebbe stato nelle legittime aspettative di un tale strumento, oltre che supporto per la comunità, una successiva fase interlocutoria, istruttoria e infine progettuale.  

L'APPELLO A CITTADINI ED ISTITUZIONI - Saremmo lieti di affrontare l'argomento con voi nel caso in cui decideste di testimoniare  la vostra solidarietà- conclude la Portavoce dello Sportello  e del Comitato  - nei confronti di una resistenza strenua che si protrae ormai da circa 5 anni”.

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