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Riqualificare l’Appia Antica: il Municipio VIII tira un freno

L'ipotesi di affidarsi alle risorse dei privati, per procedere alla riqualificazione dell'Appia Antica, non esalta il Municipio VIII: "Va prima fatto un accurato ed indispensabile studio preventivo"

Affidare la riqualificazione dell’Appia Antica ad un soggetto privato, è una possibilità che non sta raccogliendo enormi consensi. Al coro degli scettici, seppure meno apertamente, si è di recente unito anche il Municipio VIII. L’ente di prossimità, pur riconoscendo la necessità di molti interventi, non appare convinto dall’eccessiva fretta.

COME RILANCIARE L'APPIA  ANTICA - “Il Progetto della viabilità e messa in sicurezza dell’Appia Antica nasce dall’impegno previsto da tempo nel programma di governo locale del Municipio Roma VIII ed è stato redatto dai tecnici municipali con la condivisione del Ministero e della Soprintendenza ai Beni Archeologici” hanno ricordato il Presidente Catarci ed il suo Assessore Massimo Miglio. L’idea progettuale  da cui si parte è  quella di “promuovere e conciliare una nuova circolazione limitata, sorvegliata e assistita; la realizzazione di percorsi pedonali protetti;  la perimetrazione di aree totalmente interdette al traffico e lasciate alla libera circolazione ciclopedonale. Il tutto dalla periferia fino al centro della città.” Insomma, secondo il Municipio sono queste le premesse da cui partire per rilanciare l’Appia Antica.

FONDI E PARTECIPAZIONE - La riqualificazione della Regina Viarum, comporta però una necessaria sinergia in cui entrino in gioco fondi, capacità, progettualità da attingere sia nel pubblico che nel privato. Catarci e Miglio riconoscono infatti che, per promuovere l’Appia Antica “sono necessarie risorse economiche, derivanti anche dagli sponsorizzatori privati”. Tuttavia evidenziano come sia  “indispensabile avviare un percorso di partecipazione e condivisione tra il Municipio Roma VIII, Roma Capitale e le articolazione deputate alla tutela e valorizzazione dell’Appia Antica Bene Comune”.

TROPPA FRETTA -  In sintesi, la posizione del Municipio sembra voler smorzare i facili entusiasmi di altri enti. Non si arriva a lanciare un appello nel nome di Cederna, come altri hanno fatto, ma nel ribadire “l' esigenza  di un  indispensabile studio preventivo” sembra concentrarsi più di qualche dubbio. “Altrimenti – concludono più esplicitamente Catarci e l’Assessore Miglio  –  già due anni or sono, alla primitiva elaborazione progettuale dei tecnici municipali, avremmo potuto posare la prima pietra”.

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