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Piazza dei Navigatori: per vendere un palazzo bisogna costruirne un altro

Il palazzo a specchi è in vendita, ecco a quali condizioni

Il palazzo a specchi idi piazza Navigatori

Uno striscione ne annuncia la vendita già da alcune settimane.  E' enorme e fa bella mostra di sè sul palazzo a specchi della Cristoforo Colombo. L'edificio, situato all'altezza di piazza dei Navigatori, è stato realizzato nell'ambito di una convenzione urbanistica rimasta in gran parte sulla carta. Ne fanno parte anche altri tre edifici, uno dei quali mai realizzati. Gli altri due, trasformati in palestre per vandali, si trovano in via Costantino (il celebre bidet di San Paolo) e via San Petronilla. La vendita del palazzo a specchi, riaprirebbe i giochi su tutti gli altri.

L'offerta per la vendita del palazzo a specchi

Il motivo per cui l'operazione urbanistica non è stata completata, va ricercato essenzialmente nel fallimento di Acqua Marcia Immobiliare srl. Da anni infatti è subentrato un liquidatore giudiziale che ne amministra i beni. Di recente, anche attraverso delle avvisi pubblicati su giornali cartacei, ha annunciato l'intenzione di mettere all'asta il palazzo a specchi. Seimila e ottecento metri quadrati per i quali  ha già ricevuto una proposta di acquisto del valore di 27 milioni. Una parte di quell'introito andrebbe al Comune. Il liquidatore parla di 16milioni e 889mila euro. 

Le condizioni dell'offerta

La proposta d'acquisto pone però delle condizioni stringenti. La prima riguarda l'ottenimento di tutte "le necessarie autorizzazioni urbanistico amministrative, nonchè i certificati di agibilità" indispensabili per acquistare l'opera. Inoltre, con questa operazione, si chiede al Campidoglio di approvare una nuova convenzione urbanistica che preveda, espressamente, il vincolo di "insussistenza di solidarietà" tra le parti che avevano sottoscritto la precedente convenzione. "Questo significa che gli imprenditori rimasti, possono andare avanti a costruire un nuovo edificio, che sarà praticamente il gemello di quello ora posto in vendita. E pazienza se fino ad oggi non è stato realizzato neppure un euro delle opere pubbliche promesse" sottolinea l'ex Minisindaco Andrea Catarci.

Una convenzione urbanistica mia rispettata

C'è poi la questione delle autorizzazioni urbanistiche amministrative che si chiede al Comune di rilasciare. Ad oggi mancano. "Quel palazzo è stato utilizzato illegalmente perchè la convenzione, come ricordato dal Consiglio di Stato, non è stata rispettata". In assenza delle opere pubbiche pattuite, l'amministrazione municipale aveva sempre spinto per l'acquisizione al patrimonio capitolino di tutti gli edifici già costruiti. Un'opzione che però, la Giunta Marino come quella Raggi, non hanno voluto prendere in considerazione. 

Pronti ad una nuova convenzione

Se l'operazione annunciata dal liquidatore andrà in porto, la vecchia Convenzione urbanistica sarà sostituita da una nuova. Una possibilità concreta che si inserisce nel solco scavato dall'amministrazione Raggi. La sua giunta, lo scorso marzo, ha firmato una delibera che prorogava di altri sei mesi il Piano di Assetto e di Riqualificazione Urbana di Piazza dei Navigatori e Viale Giustiniano Imperatore. Un tempo ritenuto necessario all'approvazione, da parte dell'assemblea capitolina, di una nuova convenzione "che contempli e traduca in meccanismi consensuali-pattizi ogni elemento relativo alla modalità di attuazione degli interventi".Al Campidoglio il compito di decidere come realizzare questa  soluzione "consensuale". Sul tavolo, c'è ora una proposta, ma l'aula Giulio Cesare dovrà prendere una decisione in tempi rapidi. La proroga è già scaduta.

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