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Foto Agenzia Dire

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Piazza Navigatori, il nuovo cemento spacca i grillini. E i cittadini reclamano spazio

Tanti dubbi tra i 5 stelle. Slitta il voto della Commissione Urbanistica

Ha una fretta terribile il Campidoglio a trazione cinque stelle. Vuole chiudere la partita urbanistica legata alla convenzione di piazza dei Navigatori. Per riuscirci la Giunta Raggi ha firmato una delibera che consentirà ai vecchi costruttori di realizzare un nuovo edificio di 66mila metri cubi. In cambio, sul territorio, arriveranno le risorse necessarie per realizzare alcune opere pubbliche. In tutto circa 30 milioni di euro, 16 dei quali ancora non è chiaro come verranno impiegati.

A ritmi serrati

Perchè l'operazione urbanistica possa partire è necessario realizzare due condizioni. L'amministrazione pentastellata deve far approvare all'assemblea capitolina la delibera appena licenziata dalla giunta. Prima però, quel documento deve essere votato in commissione Urbanistica. Il tutto va fatto in tempi strettissimi perchè rischiano già di scadere i termini stabiliti per far approvare "lo schema di convenzione novativa". Una fretta che però, in un territorio che dopo l'arakiri dei 5 stelle è stato  già privato dell'Ente di prossimità, rischia di sacrificare la partecipazione dei cittadini. Ma non è quello l'unico problema che si registra nella controversa operazione urbanistica che mira a riqualificare Piazza dei Navigatori e viale Giustiniano Imperatore. Anche volendo prescindere dalle legittime istanze di partecipazione di comitati e associazioni, i pentastellati devono fare i conti con i propri attivisti.

Il tallone d'Achille

In commissione Urbanistica, mercoledì 14, si è rivista una buona parte di quei consiglieri pentastellati che Paolo Pace definiva "i talebani". Sono strenui oppositori della strada intrapresa dall'amministrazione capitolina. La loro prima battaglia, sulla riqualificazione degli ex Mercati generali, è definitivamente persa. In quel caso Raggi e Montuori hanno sposato la linea dell'ex grillino Pace. Un paradosso che rischia di ripetersi anche per piazza dei Navigatori. Ma non senza combattere. E questa volta, i talebani, puntano sul supporto di qualche consigliere pentastellato.

False fideiussioni e contenziosi aperti

Con l'autorizzazione a  realizzare il comparto Z2, rischia di naufragrare definitivamente il mantra del cemento zero. Ma ci sono rilievi critici. A farsene portavoce è la vicepresidente della commissione Cristina Grancio. La consigliera pentastellata, supportata dall'avvocato Cianciulli, ha puntato il dito verso alcune particelle catastali  "di cui non si sa chi sia il proprietario".  Insistono sull'area dov'è prevista la realizzazione del nuovo edificio, ma finchè non viene chiarito di chi siano, "io non so se potrò votare la delibera" ha chiarito la consigliera. Inoltre è stata portata all'attenzione dei presenti la questione delle false fideiussioni. Sul tema Grancio ha chiesto se ci fosse stata un'adeguata istruttoria, aggiungendo che "da interlocutori così,  io prendo politicamente le distanze". La questione non è di poco conto e crea ulteriori crepe nel fronte, sempre meno monolitico, del sì. Così finisce per interrogare gli uffici capitolini anche  Pietro Calabrese (M5s) che ha espressamente richiesto se fossero  state verificate le conseguenze per le " false fidejussioni" precedentemente presentate dai costruttori.

Una convenzione da annullare

Scettico rispetto all'operato della Giunta Raggi, si è mostrato l'ex Minisindaco Andrea Catarci. "Approfittando del fatto che il Municipio sia commissariato da un anno, i cinque stelle si preparano a fare un bel regalo ai costruttori – ha osservato l'ex presidente del Municipio,Catarci, presente alla commissione Urbanistica insieme ad Amedeo Ciacchieri ed all'ex assessora Paola Angelucci. "La strada da seguire era un'altra, e doveva portare verso l'annullamento della convenzione. L'assessore Montuori dice che è una strada difficile da seguire, perchè Roma Capitale non è uno dei creditori principali. Sbaglia, perchè bisogna far leva proprio sul mancato rispetto della convenzione per acquisire, in danno dai costruttori, gli immobili già realizzati". Vale a dire il bidet di via Costantino ed il palazzo a specchi di piazza dei Navigatori. Invece il Campidoglio punta a monetizzare.

Le opere pubbliche e la partecipazione

La nuova convenzione punta ad ottenere  oltre 30 milioni, di cui la metà saranno utilizzati per realizzare la viabilità  ed i parcheggi. "Opere tutto sommato funzionali ai costruttori più che alla cittadinanza" osservano da più parti. Non ci sarà il sottopasso inizialmente previsto sulla Colombo giacchè, come ha precisato l'assessore Montuori "da solo costava 30 milioni". Ma le opere finora previste non convincono i cittadini ai cui interventi, è stato dedicato in tutto una decina di minuti.  "Un tempo insufficiente, visto che sono quindici anni che seguiamo questa vicenda" ha osservato il portavoce di Parco Scott, uno dei comitati in prima linea. Per tutti  loro, venerdì 16, si svolgerà una seconda commissione. Giusto in tempo  per far approvare all'assemblea capitolina la delibera che regala un nuovo palazzo a piazza dei Navigatori.  Poi ci sarà il tempo per ragionare, a bocce ferme, su come impiegare i sedici milioni che i costruttori "dovranno pagare in contanti alla firma della convenzione" ha sottolineato l'assessore Montuori. "Ma questo implica fidarsi di chi, fino ad oggi – ha concluso Catarci – non ha realizzato praticamente nulla delle opere pubbliche già previste e che ha presentato fideiussioni false". Un'apertura di credito da parte del Campidoglio che, oltre ad essere affrettata, appare anche generosa. 

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