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La storia di Carmela: dalla Resistenza al rischio dello sfratto a 96 anni

Da eroina a senza tetto: ecco cosa rischia la signora di 96 anni con reddito medio basso e una morosità che la famiglia, colpita dalla crisi economica, non riesce a sanare

La Signora Lo Zito ha 96 anni, ha partecipato attivamente alla resistenza ed ha un'invalidità al 100%. Tutto questo, però, non è sufficiente a bloccare lo sfratto esecutivo per morosità arrivatole da mesi, rinviato per la quinta e molto probabilmente ultima volta ieri al prossimo 22 giugno, né tanto meno a garantirle un alloggio comunale (non ha fatto in tempo ad iscriversi al bando di richiesta di casa popolare e lo stesso è stato chiuso).
Sostenuta economicamente dal figlio, un archeologo libero professionista che ad oggi non riceve più commesse e dalla figlia, una professoressa di lettere con a carico un ulteriore famiglia, non riesce a pagare da più di un anno i 900 euro di affitto dell'appartamento di 100 metri quadri in cui vive, situato a pochi passi dalle Fosse Ardeatine.

Il rischio è quello di ritrovarsi a breve per la strada, se non fosse per il sostegno e l'appoggio operativo dell'XI Municipio e dell'agenzia dei diritti dello stesso che si sta muovendo per una sistemazione di fortuna, con l'augurio che riescano davvero a trovarglielo.

Abbiamo incontrato i due figli e ci siamo fatti raccontare la storia della loro famiglia.

Da quanto tempo vivete in questo appartamento?
Sono quarantadue anni che siamo qui in Via Sartorio. La richiesta di sfratto è arrivata da un anno e mezzo, da quando per problemi economici non abbiamo più potuto onorare l'affitto di 900 euro.
A chi vi siete appellati?
Ci siamo rivolti all'agenzia dei diritti del Municipio che si muove in rete con le altre associazioni che lavorano sul territorio.
Che risposta vi aspettavate dal Comune?
Maggiore interesse alle nostre esigenze e a quelle di chi si trova nella nostra stessa situazione. L'ideale sarebbe che il comune recuperasse tutto il patrimonio vuoto esistente, non c'è bisogno di costruire grattaceli, materiale ce n'è, ma non è utilizzato. Se ci offrissero una casa anche in un'altra zona da quella dove viviamo da quarant'anni noi andremmo senza problema. Come dice Oscar Wilde "bisogna modificare l'essere a seconda delle evenienze", non si può avere tutto.
La crisi economica come ha colpito la vostra famiglia?
Io faccio un lavoro autonomo ( risponde il figlio), sono un archeologo libero professionista e l'unico committente, per me, era lo Stato che però nel settore è diventato inesistente in più la situazione è stata aggravata dai tagli sulla ricerca, sugli scavi e altro che mi hanno messo in difficoltà e se non ci sono fondi o finanziamenti per noi liberi professionisti non si innesca nessun circuito di lavoro. Non sono mai diventato ricco, ma a fine anno ci sono sempre arrivato e ho potuto aiutare mia madre. Ora non ci riesco più, guadagno al massimo 2000 euro l'anno.
Vostra madre ha 96 anni è invalida e costretta al letto, come potreste accettare soluzioni alternative come letti singoli in alloggi insieme ad altre persone?
Mia mamma non può dividersi da noi. Dobbiamo assisterla continuamente, stiamo cercando altre case ma gli affitti sono altissimi dappertutto. Basterebbe un minimo di attenzione delle Istituzioni nei confronti di casi simili, se non altro per la gratitudine ad una donna che è stata protagonista della Resistenza italiana. Mia mamma è stata testimone oculare di quando hanno portato via gli ebrei a Portico d'Ottavia. Era presente il 16 ottobre e ha visto la deportazione. Faceva parte di un gruppo di partigiani ha preso 4 ragazze israelitiche e le ha aiutate a nascondersi portandole in una casa di tolleranza facendole nascondere in cisterne d'acqua e ogni giorno portava loro qualcosa.
Dove sta la carenza dello Stato a fronte di situazioni come la vostra?
Il problema (risponde la professoressa) è che fino agli anni '60 il sociale era ben costruito, c'erano case popolari, edilizia semi popolare la possibilità di avere delle agevolazioni per l'acquisto della casa attraverso gli enti. La Democrazia Cristiana permetteva almeno di vivere, mentre oggi la classe politica non fa niente per far vivere gli italiani e nessuno fra i dirigenti si pone il problema di dire come stanno le cose, si preoccupano solo di tagliare senza pensare alle conseguenze. In più, non c'è nessuno che protesta.

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