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Olimpiadi di Rio: l'ultima speranza della boxe azzurra è legata al “Gigante della Montagnola”

Dopo l'uscita del bronzo olimpico Clemente Russo, gli infortuni e le sconfitte degli altri pugili, rimane solo il supermassimo della Montagnola a difendere i colori azzurri. Il primo incontro di Guido Vianello sarà sabato 13 agosto contro l'esperto Lenier Pero

Sono rimasti soltanto due pugili italiani a Rio. Irma Testa, la diciottene di Torre Annunziata, che venerdì sera dovrà sconfiggere in tre riprese l'australiana Shelley Watts. E Guido Vianello. L’uscita di scena di Clemente “Tatanka” Russo, l’infortunio di Mangiacapre e l’eliminazione degli altri azzurri, hanno lasciato un’eredità pesantissima per il pugile della Montagnola. Come un moderno Atlante, Vianello dovrà caricarsi sulle larghe spalle  il fardello di una spedizione sfortunata. Ai suoi guantoni si aggrappano infatti le speranze della squadra azzurra allenata da Francesco Damiani.

L'AVVERSARIO - Sabato 13 agosto, alle ore 18.30, il gigante romano si troverà difronte un avversario di tutto rispetto: Lenier Pero. Il cubano di Camaguey, nonostante sia quasi coetaneo del pugile della Montangola (Vianello ha 22 anni e Pero 24) ha già accumulato una notevole esperienza. Intanto i boxer dell’isola caraibica, dove lo sport professionistico non esiste, hanno una tradizione eccellente alle olimpiadi. Come se  non bastasse, Lenier Pero è già stato insignito del titolo Panamericano nel 2011.

LA DUPLICE SFIDA - Guido Vianello dovrà vincere e convincere. Un compito non semplice, ma tutto sommato alla portata dell’atleta della Forestale. Scoperto da Italo Mattioli, cofondatore della Team Boxe Roma XI, Guido Viannello è riuscito a conquistare in extremis un biglietto per Rio. Vincendo un torneo preolimpico a Baku, l'ex tennista, innamoratosi del pugilato grazie alla palestra della Montagnola, è ora chiamato ad assolvere ad un duplice compito. Non far rimpiangere un campione come Cammarelle. E tenere alto l’onore del boxe azzurra.

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