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Guido Vianello a Montagnola. Dalla pagina facebook della Team Boxe Roma XI

Guido Vianello a Montagnola. Dalla pagina facebook della Team Boxe Roma XI

Olimpiadi, la Montagnola scommette su Vianello: "E' già un punto fermo della nazionale"

Il pugile supermassimo che volerà alle Olimpiadi di Rio per difendere i colori azzurri, raccontato dal suo primo maestro Italo Mattioli. "Ricordo quando venne la prima volta: pensai subito che era impossibile, col suo fisico, non cavarne qualcosa di buono"

Manca un mese esatto alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Rio. Un appuntamento che atleti e sportivi vivono con trepidazione. Ma per volare in Brasile bisogna meritarselo. Soltanto i migliori riescono ad accedervi. Guido Vianello è uno di loro. Per staccare il ticket utile a  volare in sudamerica, è dovuto arrivare fino a Baku. Ma il suo percorso è iniziato molti anni prima, in via Pico della Mirandola 15, dove ha sede la Team Boxe Roma XI.

I PRIMI PASSI - “Ricordo benissimo  la prima volta che ha messo piede qui dentro. Era venuto con una tuta da tennis, perché il padre aveva un circolo qui vicino. Era già un lungagnone. L’ho guardato ed ho pensato ‘con questo fisico, è impossibile non cavarci qualcosa di buono, sarebbe proprio da incompetenti’.  E così abbiamo cominciato ad allenarlo” racconta Italo Mattioli, con Luigi Ascani fondatore della Team Boxe Roma XI. “Il papà era contrario, ma il ragazzo ogni giorno che passava ci metteva più impegno, si vedeva che gli stava piacendo. Così gli ho detto ‘dì a papà se puoi fare le visite mediche, così senza farti salire sul ring almeno ti affiliamo’. Poi, siccome c’era un torneo di debuttati e Guido andava benissimo, ho convinto il genitore spiegandogli che sarei stato molto attento alla sua incolumità fisica. Era il marzo 2009 e lì è nato Guido Vianello, subito campione d’Italia”.

L'AFFERMAZIONE - Oggi il supermassimo romano si allena altrove. “Ogni tanto ci passa a trovare – l’ultima volta pochi giorni prima dell’intervista -  Lo abbiamo ceduto alla Guardia Forestale che era già un atleta nazionale con 5 o 6 tornei internazionali disputati in cui aveva ottenuto medaglie d'oro, d'argento e bronzo. Adesso alterna gli allenamenti con la Phoenix Gym di Simone D’Alessandri, un nostro amico. Ma siccome è uscito da questa palestra - sottolinea l'antico maestro -  è sempre in carco alla Team Boxe, come punteggio federale”.

L'EREDITA' - Da via Pico della Mirandola a Rio de Janeiro il passo è stato notevole. Italo Mattioli, ex pugile e nipote del peso mosca olimpionico Armando Alleori, è sicuro nei mezzi di Vianello. “Guido ha ventidue anni ed è già un punto fermo della nazionale:  ha preso il posto di Cammarelle”. Vale a dire di un campione che, per tre volte consecutive, è salito sul podio olimpico. Guido Vianello però, spiega il suo primo maestro, “è un ragazzo volitivo e non credo che per lui sia pesante raccogliere quest’eredità”. Il gigante della Montagnola è giovane, la sfida è importante, ma la determinazione non manca. Come del resto non mancherà neppure il tifo di una palestra che, anno dopo anno, si conferma  come fucina di talenti.

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