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Tintoretto: il rientro al Peano é posticipato di una settimana

Slitta al 6 novembre il rientro degli studenti al liceo Peano. La didattica doveva riprendere nel pomeriggio di mercoledì 29 ottobre, presso i vicini istituti Pinedo e . Ragioni burocratiche ed assicurative non lo hanno reso possibile

Foto dal blog genitoripeano

Ci sarà ancora da attendere perché il liceo Peano possa tornare a pieno regime. Il dirigente scolastico ha infatti informato studenti e genitori che “il previsto piano delle attività didattiche presso gli isituti De Pinedo e Cattaneo in orario pomeridiano, sarà rimandato a giovedì 6 novembre presso i locali della sede centrale e succursale del liceo Peano, in seguit alla riconsegna dei primi locali messi in sicurezza”.

IL COSTO DELLA MANUTENZIONE - Il cedimento di un pannello dal controsoffitto, sembra stia costando davvero caro al liceo del Tintoretto , ormai da qualche settimana in fase di manutenzione. La didattica si è interrotta e soltanto sporadicamente, per isolate iniziative di qualche insegnante,  si è riusciti ad ovviare alle aule chiuse. Con incontri realizzati in altre sedi, come ad esempio il centro culturale Elsa Morante.

PROBLEMI BUROCRATICI - “Le attività didattiche in orario antimeridiano. per le classi quinte – ha comunque fatto sapere la dirigente scolastica –  rimangono invariate”. A quanto pare però, la scelta di utilizzare le aule di altri istituti non si è rivelata praticabile, a causa di “sopravvenuti problemi di natura assicurativa e burocratica” ha spiegato nella lettera la stessa Preside del Peano.  Un impedimento che non ha certo fatto piacere.

UNO STOP PROLUNGATO - “Oltre agli scioperi, alle occupazioni ed alle lunghe festività, ora anche 15 giorni di Stop?” ci ha scritto un genitore, che ha incalzato la Diregente Scolastica “a fargli fare almeno delle lezioni all’aperto”. Un’ipotesi da valutare, mentre sembra sia stata scartata quella di concentrare la didattica nella giornata di sabato. “La limitazione a questa ipotesi  - leggiamo sul blog “genitoripeano” – è dovuta al fatto che i docenti sono comunque tenuti al limite delle 18 ore settimanali. Quindi, aggiungere delle ore al sabato, comporterebbe una corrispondente riduzione nel corso dei giorni precedenti, senza perciò alcun incremento del tempo settimanale dedicato alla didattica”. Insomma, gli impedimenti non mancano e la burocrazia non aiuta. I costi della mancata manutenzione, a questo punto, sembrano davvero salati.

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