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Un maniaco a Parco Scott? Parlano i residenti: "Sicurezza e decoro da rivedere"

Residenti, genitori e proprietari di cani commentano le condizioni in cui versa il parco, dal punto di vista della sicurezza. Mentre rimane una discarica l'area a ridosso della Colombo

La vicenda di un presunto molestatore che avrebbe avvicinato un bambino undicenne a Parco Scott, riapre il discorso sulla sicurezza, reale o percepita che sia, dell’area verde.

Abbiamo effettuato un sopralluogo  nella zona adiacente la Cristoforo Colombo, dove è presente un parco giochi, ed abbiamo dialogato con alcuni genitori. “Noi veniamo sempre con il bambino – ci confidano Angelo e Noemi – ma dobbiamo dire che c’è scarsa sicurezza e scarsa manutenzione. Il parco giochi va bene, ma con le recinzioni che c’erano prima era meglio. Adesso il timore è che, distraendosi un attimo, i bambini possano allontanarsi ed essere avvicinati da chiunque provenga dal boschetto retrostante. Ci vorrebbe maggiore vigilanza e una migliore illuminazione”.

Anche Simona è una mamma che porta spesso i figli al parco. “Abito qui e vengo frequentemente, poiché ci porto a giocare i bambini”. Quando le chiediamo se il parco le sembra sicuro, Simona risponde che “Girano persone poco raccomandabili, che talvolta si fermano a parlare con i bambini ed a chiedere informazioni. A noi è capitato di vedere una persona, che parlava solo inglese, che ha fermato un bambino catturando la sua attenzione. Abbiamo segnalato questo e tante altre cose alle forze dell’ordine, che sappiamo passare a fare dei sopralluoghi in borghese. Certo che il parco è grande,  e vai a capire poi se una persona è o meno poco raccomandabile”. Quando le chiediamo dell’illuminazione, Simona risponde che “bene o male veniamo sempre nelle ore di luce. Però su via Carlo Conti Rossini è insufficiente. Si tratta di una strada chiusa e lì chiunque può andare a fare quello che gli pare”.

Abbiamo chiesto anche ai numerosi residenti che portano i rispettivi cani al parco, cosa ne pensino del recente fatto di cronaca. Lisa, proprietaria di un bellissimo setter irlandese, ci conferma che “Tra padroni di cani siamo un gruppetto e ci siamo rimasti tutti di stucco venendo a sapere di quella storia. Sono anni che giro per parchi col cane e non ho mai pensato di correre dei rischi, né di assistere a cose del genere – ammette – forse il problema del parco è la scarsa illuminazione serale ed il fatto che sia anche un po’ isolato. Certo, però, che girando col cane, forse perché ti trasmette un minimo di sicurezza, non pensi mai di correre dei rischi”.

Sicurezza a parte, Parco Scott soffre sicuramente di un altro problema, già denunciato in altre occasioni. Un invincibile degrado a ridosso della via Cristoforo Colombo. Qui, a pochi passi dal “sacro Almone”, si trova una discarica nascosta tra un groviglio di alberi e canneti. Vi si può trovare di tutto, ed anche l’odore che ne proviene, ricorda più quello dei rifiuti in decomposizione, che le aromatiche fragranze dei fiori primaverili.

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