Martedì, 22 Giugno 2021
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Montagnola: “Basta con lo sfruttamento di maestre ed educatrici!”

Il nuovo contratto sui servizi educativi scolastici non è piaciuta all'ex Assessore municipale Cefali: "per sopperire all'assenza di supplenti si sovraccarica una categoria già molto provata"

Alla vigilia di uno sciopero del corpo insegnante, l’ex Assessore municipale alla scuola del Municipio VIII prende le difese della categoria. “ Nelle nuove linee guida proposte il 24 aprile dall'Amministrazione Comunale ai sindacati, circa il nuovo contratto decentrato inerente i servizi educativi e scolastici – spiega Nicola Cefali - si vorrebbe mantenere la qualità della scuola e del nido,sfruttando ulteriormente la figura della maestra  e dell’ educatrice, nella scuola comunale. Questo decisione si somma– precisa il Consigliere – al mancato riconoscimento di questo  mestiere nella categoria dei lavori usuranti”.

LA CARENZA DI PERSONALE - Tornano sulla questione dell’ipotizzato sfruttamento, Cefali fa notare come “si richieda “un carico di lavoro maggiore a partire dagli orari,  delle responsabilità, ed  togliendo inoltre la possibilità di un doveroso ‘stacco’ nei periodi già a disposizione. Praticamente si è pensato a tutto per ovviare all'ingente e gravoso problema della carenza di personale supplente, sovraccaricando una già provata categoria e aumentando notevolmente il potenziale rischio quotidiano del fuori rapporto”.

L'OFFERTA IMPOVERITA E LO SCIOPERO - Il Consigliere del Gruppo misto nel Municipio VII, sembra puntare il dito anche contro un’eventuale depauperamento nell’offerta formativa,che risulterebbe impoverita sul piano qualitativo. “Sono veramente indignato di fronte a queste proposte, che non solo mettono a dura prova chi porta avanti un lavoro così delicato, ma contribuiscono notevolmente a rendere questi servizi sempre meno educativi e sempre più parcheggi. Intanto queste proposte insolenti ed offensive per la categoria hanno già scatenato la prima reazione: da domani  - conclude Cefali - si inizia con uno sciopero; a farne le spese, come al solito, utenti, famiglie e lavoratori”.

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