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Fosso delle Tre Fontane: nel silenzio del Comune si scatena il "Consiglio popolare"

La vicenda relativa al presunto interramento del corso d'acqua, dov'è prevista l'edificazione dell'I60, prosegue nelle aule giudiziarie. Catarci: "Il Comune è colpevolmente assente. Noi però non ci arrendiamo"

Prosegue il contenzioso legale sul presunto interramento del fosso delle Tre Fontane. Dopo anni di battaglie, condotte in primo luogo dal Comitato Stop I60, la vicenda  non si è ancora conclusa. Nonostante il silenzio in cui, negli ultimi mesi, è stata relegata. 

IL CONTENZIOSO LEGALE - In assenza di un governo di prossimità, a tenere accesi i riflettori sull'I60 provvede l'ex presidente municipale Andrea Catarci. L'occasione è offerta dall'udienza che si è svolta l'8 giugno in Tribunale.  Dito puntato contro "la Sindaca Raggi e la sua giunta, colpevolmente assenti" in un'aula dove si discuteva della "edificazione dell'I60 Grottaperfetta e della collegata vicenda relativa allo storico Fosso delle Tre Fontane". Secondo l'accusa sarebbe stato interrato per aumentare le cubature edificabili nella zona.

LA VICENDA - La battaglia che l'ex Minisindaco sta seguendo è di lungo corso. "Nel 2014 l'allora Municipio VIII colse in flagranza di reato il Consorzio Grottaperfetta ed aprì il contenzioso che dura ancora oggi" ricorda Catarci. L'iniziativa della sua amministrazione contribuì a bloccare "le attività illegali di interramento del Fosso". Ne seguì un sequestro amministrativo, una serie di denunce penali e la preparazione di atti per il ripristino ambientale. Contestualmente "smascherammo   l'assurda tesi del 'suicidio' dei sei Casali storici che, a detta degli Uffici comunali, - ironizza Catarci -  si sarebbero sgretolati in una calda estate romana e che in realtà sono stati abbattuti per avere ulteriore spazio a disposizione".

LE ASSENZE ISTITUZIONALI - Le battaglie condotte dai cittadini del coordinamento Stop I60, e da una parte della Giunta municipale di centrosinistra, non sono state seguite dalla successiva squadra di governo locale. Almeno non da tutti e non dal Minisindaco Paolo Pace. Ma secondo il tre volte presidente del Municipio, anche il Campidoglio a trazione cinque stelle, ha le sue responsabilità. In riferimento alla seduta dell'8 giugno "La  Sindaca Raggi, non ha neanche sentito il bisogno di salvare la faccia e di assicurare la presenza di un avvocato dell'Avvocatura capitolina – ricorda Catarci - mentre l'attuale Assessore all'Urbanistica Montuori ha candidamente risposto a Comitati e cittadini di 'aspettare l'udienza per decidere cosa fare e come muoversi', come fosse un qualunque spettatore e non un rappresentante istituzionale della città".  

L'APPELLO - Alla timidezza istituzionale imputata al Campidoglio, fa da contraltare l'attivismo della cittadinanza. La questione dell'interramento infatti sarà affontata nel "prossimo Consiglio Popolare, in orogramma agli orti Urbani Garbatella di via Rosa Raimondi Garibaldi il prossimo 22 giugno alle ore 18.00. In quell'occasione – promette Catarci - discuteremo un atto sulla questione, per rilanciare le mobilitazioni a tutela del territorio e della legalità calpestata dai potenti".

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