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Sabato, 22 Gennaio 2022
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Fermare l' I-60: "All'origine degli allagamenti c'è l'interramento dei fossi vincolati"

L'associazione ambientalista affonda sull'Assessore Capitolino Caudo: "Aveva garantito il rispetto delle leggi. Invece di attaccare chi fa rispettere le leggi, intervenga per riportare la piena tutela dell'area"

L’interramento del Fosse delle Tre Fontane, causa del sequestro del cantiere relativo all’I -60, sta producendo una biforcazione abbastanza netta. Da una parte il Comune. Dall’altra il Municipio il Coordinamento Stop I-60 e le varie realtà che si stanno dando da fare per impedirne la cementificazione.

ALL'ORIGINE DEGLI ALLAGAMENTI - Nella giornata di mercoledì 12 è intervenuta anche l’Associazione ambientalista Italia Nostra.  E lo ha fatto, senza troppi giri di parole. “Dopo i tanti danni provocati dall’ultimo nubifragio era stata data garanzia dal sindaco Marino e dall’assessore Caudo di non permettere più atti che producessero ulteriori compromissioni alla già critica situazione idrogeologica della città. Avere coperto dal cemento e non aver gestito tanti fossi vincolati che costituivano la rete ecologica di Roma è stata una delle cause principali degli allagamenti di tante zone e quartieri del Comune”.

L'ATTACCO AL COMUNE - L’affondo si fa ancor più deciso nel passaggio successivo.  "L’assessore alla Pianificazione Urbanistica Caudo, nei sui interventi pubblici – aggiunge Italia Nostra nella stessa nota - aveva garantito il rispetto delle leggi. Oggi invece di attaccare coloro i quali, coraggiosamente, le fanno rispettare, intervenga a riportare la piena tutela a quanto sta avvenendo nel Municipio VIII. Il tratto del Fosso delle Tre Fontane, che è stato ricoperto da terra e materiali forse inquinanti, fa parte dell’elenco delle acque pubbliche ed è sottoposto a vincolo paesistico come documentato da quanto dichiarato dall’Ufficio competente della Regione Lazio in data 27.01.2014”. Come abbiamo avuto modo di ricostruire grazie alla testimonianza del geofisico Stefano Salvi,quella risposta della Regione Lazio è stata sollecitata dalla perseveranza del Coordinamento Stop I-60.

LA MORTE DEL BENE COMUNE - “Se il progetto della Convenzione I60, che tanto si vuole proteggere, prevede di intubarlo non è legittimo e va immediatamente fermato e rivisto – avverte Italia Nostra -  Prima degli interessi dei costruttori viene l’interesse pubblico e specialmente oggi sono fondamentali il rispetto e il controllo delle leggi ambientali che una volta garantivano la sicurezza al territorio. Man mano queste leggi sono state stravolte dalla Regione Lazio con continue deroghe attraverso Accordi di Programma o approvando varianti e progetti in totale contrasto con esse. Italia Nostra Roma raccolte le documentazioni necessarie invierà un esposto alla Magistratura sperando che prima intervenga il sindaco a mantenere quanto aveva promesso durante i giorni del nubifragio".

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