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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Fosso Tre Fontane, Catarci a Caudo: "Assessore, la faccia finita. Tocca a noi difendere il territorio"

Il Municipio VIII, recepito un nuovo pronunciamento del Tribunale Amministrativo, carica a testa bassa il Campidoglio. A Caudo si chiede "una volta per tutte di farla finita" lasciando al Municipio il compito "di difendere il nostro territorio"

Se fosse una partita di calcio, sarebbe da tripla. Indovinare come andrà a finire la vicenda legata alla realizzazione dell'I-60, nell'area dove un tempo scorreva il Fosso delle Tre Fontane, diventa sempre più complicato. Da una parte i costruttori, che sostengono come l'Assessore Capitolino all'Urbanistica, che il corso d'acqua fosse stato interrato nel 1980. Dall'altra il Municipio VIII che, con il Presidente Catarci e l'Assessore Miglio, ribadiscono l'esatto contrario.

L'INTERVENTO DEL TAR - In questa vicenda dagli imprevedibili sviluppi, si registra anche un nuovo intervento del Tribunale Amministrazione. "Il Tar del Lazio, in merito al ricorso proposto dal Consorzio “Grottaperfetta” - fa sapere il Presidente Catarci - nega per la terza volta la sospensione del provvedimento municipale per il ripristino della funzionalità idraulica dello storico Fosso delle Tre Fontane, interrotta da interventi abusivi di interramento dell’alveo e distruzione della vegetazione".

L'ATTACCO A CAUDO - Si torna dunque a chiedere di ripristinare il fosso, come recentemente aveva fatto anche il Mibact? Non proprio. Nell'attesa di leggere la sentenza, registriamo le dichiarazioni del Presidente Catarci, che torna a prendersela con "l’anomalo ed irriguardoso comportamento dell’Assessorato Comunale alla Trasformazione urbana". Secondo il Minisindaco, Caudo "travalicando i limiti delle proprie competenze ed interferendo in quelle spettanti all’Ente di prossimità circa la vigilanza territoriale, si è attivato per contrastare le posizioni del Municipio, nonchè quelle espresse da tutti gli Enti preposti alla tutela dei Beni Ambientali Culturali e Paesaggistici: MIBACT, Area Difesa Suolo della Regione Lazio, Autorità di Bacino del Fiume Tevere, Aereonautica Militare. In particolare nel ricorso del Consorzio, dopo che i primi due erano già stati respinti, sono state riprodotte fieramente le parole rese con enfasi dall’Assessore Caudo in recenti comunicati stampa, in cui si avvalora la tesi dell’inesistenza del Fosso contrariamente alle attestazioni di tutti gli Enti sopramenzionati. Ciò – scrivono in una nota il Presidente Catarci e l'Assessore municipale Miglio - ha determinato forte imbarazzo nell’Avvocatura Comunale impegnata a difesa del provvedimento municipale, spingendo il Tribunale Amministrativo a disporre accertamenti".

L'APPELLO - Come andrà a finire la partita? Ancora è presto per stabilirlo. La sfida tra il Municipio VIII e l'Assessore Caudo continua. "Si è scritto ufficialmente al Sindaco Marino e all’Assessore Sabella"  chiosano Catarci e Miglio, fornendo la seguente motivazione:  "è assurdo che ad ostacolare l'azione di tutela dell'interesse collettivo ed il ripristino della legalità violata, sia proprio l'Assessorato comunale". Ed a proposito di Caudo, all'urbanista viene indirettamente rivolto un ultimo appello, nemmeno troppo diplomatico: "La faccia finita una volta per tutte e ci lasci liberi di svolgere il nostro ruolo in difesa del territorio". Il braccio di ferro continua.

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