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Fosso del Tre Fontane, ignorata l'Autorità di Bacino: da 7 anni chiede di tutelarlo

Spunta il documento in cui l'Autorità di Bacino chiedeva di "tutelare e valorizzare l'alveo" del Tre Fontane. Lo aveva fatto anche nel 2009. Catarci: "Il documento è inconfutabile. Troppi silenzi e ipocrisia su questa vicenda"

Il documento esiste. Ed il Presidente del Municipio VIII si è premurato di farlo conoscere alla stampa. Da tempo, quindi, era nota l'esistenza del Fosso delle Tre Fontane e la necessità di preservarlo ed addirittura di valorizzarlo. Al contrario lo si era dato per intubato dal 1980. Tra le proteste dei Comitati locali, del Presidente Catarci, dell'Assessore Miglio e di qualche esponente del Movimento Cinque Stelle. Per tutti gli altri il fosso non c'era più e quindi si poteva procedere tranquillamente con i 400mila metri cubi previsti per l'I-60.

I DESTINATARI DEL DOCUMENTO - Eppure L'Autorità Bacino del Tevere aveva provato a spiegarlo a tutti. Inutilmente. Il Fosso non solo c'era, ma andava anche protetto e valorizzato. Lo aveva ribadito in una lettera inviata nell'agosto del 2016. A riceverla erano stati in tanti.Dal Caposegreteria del Sindaco Marino all'ingegner Fatello, direttore del Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica. Dalla Regione al Demanio, tutti erano a conoscenza del fatto che  "il bacino residuale" del Tre Fontane potesse ancora svolgere "una funzione drenante".

UN FOSSO DA TUTELARE E VALORIZZARE - Nel documento che Catarci ha diffuso a mezzo stampa si legge chiaramente anche un'altra cosa. L''Autorità di Bacino aveva evidenziato  "l'opportunità di allontanare il tracciato viario  dal corso d'acqua". Non solo: chiedeva infatti anche "di tutelare e valorizzare l'alveo". Non da oggi e neppure dall'agosto del 2016. Lo stava chiedendo dal lontano 2009. Era quella  la posizione ufficiale dell'Autorità di Bacino, il cui parere era peraltro acquisito agli atti, ai fini della stipula dell'Accordo di Programma su Grotta Perfetta. 

SILENZIO E IPOCRISIA - "Ecco il documento inconfutabile sull'esistenza del Fosso delle Tre Fontane e sull'esigenza di tutelarlo e valorizzarlo – annuncia trionfante  il Presidente Catarci, allegandolo al suo comunicato -  Ma non solo, l'Autorità vincola l'Accordo di Programma al rispetto di questa prescrizione. Il 6 agosto 2015 l'Autorità di Bacino del Tevere scrive tutto questo, tra gli altri, all'ex Sindaco Marino, all'ex Assessore Caudo ed all'ex Dirigente apicale del Dipartimento comunale Fatello. Rimane sulle rispettive scrivanie, senza essere trasmesso né al Municipio né all'Avvocatura comunale - impegnata nella difesa degli atti di ripristino della funzionalità idraulica del Fosso emessi dal Municipio - né al consulente incaricato dal Tar di stilare una relazione sull'argomento". Le conclusioni sono amare. "Il silenzio e l'ipocrisia che circonda questa vicenda in nome della vicinanza a Caudo, anche da parte di noti e attenti urbanisti – conclude il Presidente Catarci -  è davvero un brutto capitolo per Roma". 
 

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