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Ex Fiera di Roma, bocciata la richiesta d'Investimenti Spa: niente aumento di cubature

Ad un anno di distanza dalla delibera di Berdini, le cubature dell'ex Fiera tornano ad essere un tema trattato in Campidoglio. La Commissione Urbanistica respinge però ogni richiesta di riqualificare l'area ampliando le superfici

Non è chiusa la partita sull’ex Fiera di Roma. La delibera firmata dall’allora assessore capitolino Paolo Berdini, aveva riportato le superfici edificabili, da 67,5 mila metri cubi a 44,3mila. Una riduzione che però è stata oggetto di critiche e richieste di ravvedimenti.  Come quelle su cui si è recentemente confrontata la Commissione Urbanistica di Roma Capitale.

Sul tavolo della commissione, sono finite tre istanze. Una è stata avanzata da un architetto che ha posto la questione dell’interesse pubblico. A suo dire, poiché la proprietà dell’area è in effetti a maggioranza pubblica, ridurne la Superficie Utile Lorda andrebbe a configurare, nella sostanza, una scelta autolesionistica. Si è affrontata anche la questione di un cambio di destinazione d’uso: dall’attuale mix di servizi (20%) e residenziale (80%) si è proposto di trasformare l'ex Fiera in un’area dedicata alle produzioni cinematografiche. Una sorta di Cinecittà bis.

L'istanza di Investimenti Spa ed il ricorso al TAR

Una terza proposta è arrivata da Investimenti spa. La società (di cui fanno parte, tra gli altri, la Camera di Commercio di Roma, il Comune e la Regione) ha proposto di fare ritorno ai 67,5mila metri cubi previsti prima dell'intervento di Berdini. L’istanza, respinta dalla Commissione Urbanistica, è stata presa in considerazione anche da una recente sentenza del TAR del Lazio a cui Investimenti spa si era rivolto. Per troppo tempo la partecipata, è rimasta in attesa di sapere se, la sua istanza, è stata o meno accolta. Da qui anche la segnalazione alla Corte dei Conti, che potrebbe decidere di aprire un fascicolo per danno economico causato da un'eccessiva attesa. Dopo l'odierna bocciatura nella Commissione urbanistica, il Campidoglio dovrà ora licenziare una delibera sulle controdeduzioni presentate da Investimenti. In caso contrario rischia di riaprirsi, per l’ennesima volta, una vicenda che si credeva ormai conclusa.

La riqualificazione urbanistica e la partecipazione

La partita sull’ex Fiera di Roma, ha conosciuto fasi alterne. La richiesta di riqualificazione era stata presa molto sul serio dal territorio che aveva elaborato una propria proposta di rilancio. L'idea progettuale costruita da comitati ed associazioni, era stata anche acquisita all’interno del processo partecipativo istituito dall’allora Sindaco Veltroni. Il risultato però non è stato preso in debita considerazione. Nei successivi passaggi di consiliatura, da Alemanno  a Marino, il complesso ha infatti visto aumentare le cubature. Per alcuni in maniera esagerata.

Dalle promesse ai fatti: tagliate le cubature

“Criticammo, con l’Assessore Miglio, la scelta d’incrementare le cubature perché rispondeva unicamente alle esigenze di cassa di Investimenti Spa - ha spiegato l'ex presidente municipale Andrea Catarci -  In sostanza gli si stavano facendo troppi regali. Venivano infatti condonate tutte le opere abusive presenti nell’area. Poi veniva anche cambiata la destinazione d’uso delle superfici, che passavano da culturale a residenziale. Aumentare anche la cubature sarebbe stato davvero troppo” . Nonostante queste premesse, il Municipio governato da Catarci decise  comunque di sottoscrivere la richiesta di ampliamento. Per mitigare la scelta, venne anche elaborato un lungo elenco di prescrizioni. Poi, con la vittoria del Movimento cinque stelle, è arrivata la svolta attesa da molti cittadini. Ed esattamente un anno fa, il 9 agosto del 2016, venne firmata la delibera che riduceva le cubature, riportandole allo stato attuale.
 

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