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L'ex Fiera di Roma ora è deserta: in arrivo la colata di cemento?

L'ex Fiera di Roma per le prossime elezioni tornerà ad essere popolata. Per ora appare vuota e degradata. Ma presto arriveranno 70mila metri cubi di edifici. Catarci: "La vicenda non è conclusa. Continueremo a batterci"

La calma che precede la tempesta. E’ questo il clima che si respira tra i padiglioni dell’ex Fiera di Roma. Qualche vetro rotto, nessun segno di vita. Una condizione a cui ci si è abituati, ma che non deve trarre in inganno. Lì  infatti, come ha ricordato il Presidente Catarci durante il sopralluogo effettuato mercoledì 30 marzo, è prevista una delle edificazioni più importanti del quadrante.

UN APPARENTE DESERTO - “L'area di oltre 7 ettari dell'ex Fiera è un deserto, che riprende vita solo momentaneamente come seggio centrale, prima delle elezioni, o per rispondere a qualche emergenza sociale – ha ricordato il Minisindaco – Dal 2005, anno di trasferimento delle attività fieristiche, le giunte capitoline che si sono avvicendate hanno provato ad aumentare a dismisura i metri cubi di cemento, ampliando le altezze e le superfici dei capannoni esistenti, incontrando la strenua resistenza di cittadini, associazioni ambientaliste e comitati, sostenuti dal Municipio”.

DISATTESE LE ASPETTATIVE - Il lavoro del Comitato FieraMente, una rete di cittadini in grado di raccogliere differenti competenze e  professionalità, si è perso nel corso degli anni. Gli aumenti di cubature della Giunta Alemanno prima e Marino poi, hanno disatteso il lavoro messo in campo con tanta dedizione. Forse però non tutto è perduto. Perché, come avverte il Presidente del Municipio VIII, “La vicenda è tutt'altro che finita con l'approvazione della delibera comunale voluta dall'ex Assessore Caudo e dalla ex Giunta Marino”. Con quell’operazione “si decise un inaccettabile incremento di superfici utili, passando dagli attuali 45.000 metri quadri a quasi 70.000”.

LA BATTAGLIA CONTINUA - La decisione di modificare il progetto preliminare, non è mai piaciuta a Catarci. “L’Amministrazione capitolina si è dimostrata cedevole alle richieste, provenienti da più parti, di approvare la Deliberazione per scongiurare il fallimento di una società strategica per la città e la regione” avevano dichiarato all'epoca della votazione il Presidente e l'Assessore all'Urbanistica del Municipio VIII. All'aumento di cubature era però corrisposto, tra le altre cose, un incremento delle superfici destinate a servizi pubblici; un aumento del verde con la realizzazione di un parco pubblico e la partecipazione del Municipio e delle realtà territoriali alla definizione del progetto di riqualificazione. Forte di questo risultato, oggi Catarci annuncia che “Continueremo a batterci per ottenere un progetto sostenibile e di qualità, coerente con le caratteristiche del quadrante cittadino, senza cedere ad interessi tanto forti quanto particolari”.

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