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"Togliete le Cinque Stelle a Pace". E l'VIII municipio torna a far tremare il Campidoglio

Convocati in Campidoglio i Consiglieri municipali del Movimento Cinque Stelle. Il M5s comunale cerca di recuperare il rapporto tra Pace ed i consiglieri "talebani" che continuano a valutarne la sfiducia

La partita sul destino degli ex Mercati Generali entra nel vivo. Nel Municipio VIII la maggior parte dei consiglieri pentastellati ha puntato i piedi. E, anche senza l’Assessore Berdini, non sembra intenzionata a recedere dalle proprie posizioni. Il progetto, già passato in Conferenza dei servizi, non piace e si vorrebbe mettervi mano. Un’opzione bocciata da tutta l’opposizione e anche da una parte del M5s. Quella, paradossalmente minoritaria, che è più vicina al presidente Paolo Pace. 

LE DUE RISOLUZIONI - Il clima è teso e martedì 7 marzo si rischia di andare al muro contro muro. In Aula Consiliare saranno infatti presentate due risoluzioni. Una, sottoscritta in un primo momento anche dal consigliere pentastalleato Morazzano, che ha poi ritirato la propria firma. Questo documento è sostenuto dal centrodestra e dal centrosinistra. E poi c’è l’atto che i cosiddetti “talebani” a cinque stelle hanno presentato. E che muove in senso diametralmente opposto. Tra le due posizioni, si gioca una partita in cui, a rimetterci, rischia di essere la tenuta del M5s municipale. E non solo. Il rischio è tale che, nel pomeriggio di lunedì 6 marzo, tutti i consiglieri interessati dalla vicenda sono stati convocati in Campidoglio. Alle 17.30, il capogruppo Ferrara proverà a cercare la composizione di un quadro particolarmente ingarbugliato.

I PROBIVIRI ED IL SIMBOLO - La tensione, per ora, si taglia con il coltello. Non è un mistero che la maggioranza penstastellata stia cercando di togliere l’appoggio al Presidente Pace e non da oggi. L’idea di sfiduciarlo è vecchia e per ora non ha sortito gli effetti sperati. Anzi, nel braccio di ferro, chi ha pagato pegno è stata proprio la componente “dissidente”.  La duplice esclusione degli assessori Tisi e Pranzo Giuliani, potrebbe infatti essere letta anche come risposta del Minisindaco agli attacchi ricevuti dai suoi consiglieri. Attacchi che, tuttavia, non sono cessati. Circa due settimane fa i portavoce che lo stesso Pace in un’intervista aveva definito “talebani”, sono passati alla controffensiva ed hanno inoltrato ai probiviri del Movimento la richiesta di rimuovere il simbolo al Presidente e ad alcuni colleghi pentastellati, in modo da poterlo sfiduciare liberamente. La richiesta, maturata su input degli attivisti durante un incontro svoltosi alcune settimane fa presso lo studio dell’architetto Sanvitto, non ha per ora sortito alcun effetto, se non quello di ricevere l’odierna convocazione in Campidoglio. A Paolo Ferrara ed al gruppo capitolino, il difficile compito di ricomporre una frattura che, finora, è parsa insanabile.
 

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