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Un mezzo cassonato di Ama. Foto d'archivio

Un mezzo cassonato di Ama. Foto d'archivio

Ardeatino, no del municipio al centro di raccolta Ama di via Malfante: "Già indicate alternative"

Il Campidoglio aveva fatto sapere di aver avviato un'interlocuzione con il Municipio per aprire un'isola ecologica in via Malfante. Il presidente Ciaccheri però smentisce: "Non accettiamo soluzioni non condivise col territorio"

Tra i ventisei nuovi centri raccolta che il Comune è intenzionato ad aprire in città, potrebbe presto esserne depennato uno. La scelta di via Antonio Malfante, infatti, non sembra piacere al Municipio VIII.

L’area era tra quelle che il 23 novembre hanno ricevuto il via libera della commissione congiunta Ambiente ed Urbanistica di Roma Capitale. In città stanno infatti per aumentare gli spazi dove, i cittadini, possono gratuitamente conferire i rifiuti ingombranti, le vecchie apparecchiature elettriche ed elettroniche, le vernici e gli olii esausti. Passeranno da 14 a 40. A condizione che anche la scelta del sito di via Malfante sia confermata. Ipotesi tutt’altro che scontata.

Le alternative fornite dal Municipio

"Nel nostro Municipio sono già presenti due aree in carico ad Ama che potrebbero rispondere ad una funzione strategica da adibire ad isole ecologiche - ha fatto sapere il presidente Amedeo Ciaccheri -  La prima è l'area del Campo Boario che ha già funzionato per anni come isola ecologica del territorio, in questo momento interdetta alla cittadinanza e la seconda è il deposito AMA di Montagnola già nelle disponibilità di AMA, sotto utilizzato, e che potrebbe essere allestito per questa funzione”. Quest’ultimo si trova a poca distanza dal murales di piazza Caduti della Montagnola, con un doppio ingresso su via Acri e via Spedalieri.

L'assenza di risposte

La posizione di chi governa l’ente di prossimità è quindi di utilizzare le strutture già esistenti.  “Le soluzioni alternative erano state già individuate a novembre scorso dal Municipio e su cui dal Campidoglio non è arrivata nessuna risposta che non ha permesso di aprire le normali fasi di discussione e confronto sulla questione. E' chiaro che ogni decisione - ha sottolineato Ciaccheri - debba necessariamente passare con il confronto con gli organi istituzionali del Municipio e non è accettabile alcuna soluzione che non sia condivisa con il territorio”.

L'area verde abbandonata

La delibera che, dopo essere passata in commissione, sta per essere sottoposta al vaglio dell’Aula Giulio Cesare, continua però a contemplare il centro di raccolta di via Malfante. L’assessora ai rifiuti del Comune, Katia Ziantoni, ha dichiarato che “ci sono state delle interlocuzioni con il presidente (Ciaccheri ndr) che poi però “non sono state formalizzate, perciò l'ho sentito direttamente e mi ha confermato che l'idea è quella di costruire il centro purchè Ama realizzi contestualmente la parte attrezzata a verde prendendosi cura di un'area oggi abbandonata. Ama -  ha aggiunto l'assessora ai Rifiuti -  ha detto che non ci sono problemi, quindi possiamo vincolare l'area ai risultati del tavolo partecipato”.

No al deposito Ama della Montagnola

Invece “per quanto riguarda l'area di Montagnola, indicata sempre dall'VIII Municipio -ha precisato l’assessora comunale - va riprogettata totalmente e va prima ripresa in possesso da parte di Ama, perchè oggi è di proprietà del fondo e quindi serve almeno un anno di tempo". Niente da fare, quindi, per la proposta che il minisindaco aveva avanzato candidando il deposito Ama di via Acri.

Un centro raccolta in mezzo ai palazzi

La decisione di realizzare un’isola ecologica in via Malfante non sembra piacere neppure alle forze dell’opposizione. La Lega, attraverso il consigliere municipale Simone Foglio, ha preparato una risoluzione con la quale si chiede al presidente Ciaccheri “di esprimere parere contrario alla realizzazione dell’isola ecologica di via Malfante” anche perchè “l’area in questione si trova di fronte ad un poliambulatorio della ASL ed in mezzo ai palazzi”.

La riqualificazione mancata

Fratelli d’Italia, per contestare la scelta dell’area verde dell’Ardeatino, ha organizzato anche un sopralluogo. “Siamo in una zona residenziale a due passi da un luogo, piazza dei Navigatori, che dovrebbe essere un gioiello urbanistico”ha premesso il capogruppo Andrea De Priamo, prima di spiegare che “qui era previsto un punto verde qualità, un’area sportiva mai realizzata. I residenti attendono da 15 anni panchine, del verde pubblico, qualche servizio ricreativo. Non si può fare qui un centro raccolta su cui affaccerebbe i palazzi. Siamo disposti a metterci ad un tavolo per cercare altre soluzioni ma - ha aggiunto il capogruppo cittadino - nessuno finora ci ha chiesto di farlo”. 

Il voto decisivo dell'Assemblea capitolina

A ben vedere, oltre alla necessaria chiarezza sul futuro del centro raccolta del Municipio VIII, sembra mancare anche un’altra cosa. Tra i vari livelli istituzionali non c’è confronto. Un’assenza di dialogo che però potrebbe diventare un problema quando, la delibera sulle 26 nuove isole ecologiche, dovrà essere portata in votazione. La sensazione è che saranno venticinque. Ma la maggioranza pentastellata ha i numeri per forzare la mano. Cosa che si tradurrebbe nella trasformazione di uno spazio verde abbandonato, quello in via Malfante, nel primo centro di raccolta del Municipio VIII.


 

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