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Fosso Tre Fontane: “La voglia di cementificare gioca brutti scherzi al PD”

Il Presidente Catarci e l’Assessore Miglio, smentendo le considerazioni del gruppo PD in Campidoglio, si chiedono come possa “un atto politico a posteriori cancellare un’inchiesta in corso”

Il braccio di ferro che vede contrapporre  sull’I60 una parte della Giunta Municipale a quella Regionale prosegue. A farne le spese il gruppo consiliare del Partito Democratico che in giornata, nelle persone di Francesco D’Ausilio e Valeria Baglio, avevano chiesto il dissequestro del cantiere.

IL COLPO DI SPUGNA - “La voglia di far riprendere senza indugi l’edificazione I-60 Grottaperfetta, bloccata dal sequestro della magistratura di una parte dell’area, é così tanta da giocare brutti scherzi al PD capitolino – scrivono in una nota congiunta il Presidente municipale Andrea Catarci e l’Assessore all’urbanistica Massimo Miglio - I suoi esponenti arrivano a leggere erroneamente persino documenti oltremodo chiari. Proprio la delibera regionale voluta dall’Assessore Civita, infatti, togliendo il vincolo paesaggistico in un tratto, riafferma una volta di più l’esistenza dello storico Fosso delle Tre Fontane, tutt’altro che interrato! Si resta esterrefatti poi di fronte al colpo di spugna auspicato da chi solitamente si erge a paladino della legalità – valutano Catarci e Miglio che si chiedono - come puo’ un’atto politico a posteriori cancellare un’inchiesta in corso?”

RIDOTTE LE TUTELE - “L’atto approvato in una Giunta in cui risultano assenti tanto il presidente Zingaretti che il vice presidente Smeriglio – osservano il Minisindaco e l’Assessore all’Urbanistica municipale -  ci risulta del tutto inesatto, come segnalato con ampio anticipo e con documenti inconfutabili. Neanche il regio decreto del 1910 riesumato ad hoc, infatti, consente di togliere il vincolo paesaggistico nel tratto dell’i60; allora l’assessorato regionale ne ha applicata una sola parte, quella necessaria a dimostrare la propria tesi, a ridurre le tutele e ad eliminare la fascia di rispetto di 150 metri di inedificabilita’ assoluta.”

L'INTERVENTO DEL MIBAC - Ma l’affondo di Catarci e dell’Assessore Miglio non è soltanto rivolto al gruppo Consiliare del Partito Democratico in Campidoglio. Al contrario sembra concentrarsi anche nelle scelte della Giunta Regionale, con le eccezioni di Zingaretti e Smeriglio.  Tornato alla riduzione delle tutele, i due esponenti del Municipio VIII osservano che “di queste scelte si dovrà rispondere a tutti i livelli, politici come giudiziari. Per questo ci si unisce all’appello rivolto da Italia Nostra al Ministero per i Beni Culturali e Paesaggistici, affinche’ l’atto, palesemente illegale, sia prontamente invalidato.”  

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