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Casale Grottaperfetta: “Per la destra le regole valgono solo per gli altri”

Il Casale Rosati, sarà destinato ai servizi di contrasto alla violenza sulle donne. Ma vi saranno anche "riservati spazi a realtà territoriali da selezionare in maniera trasparente". La vicenda, continua comunque ad alimentare polemiche

Il Casale di via Grottaperfetta, continua ad alimentare tensioni. Le finalità del suo utilizzo, ma anche la titolarità dell'attuale concessione, non aiutano a smorzare le polemiche. Tra i due fuochi, c’è l’amministrazione di prosismità chiamata, con Roma Capitale, a dipanare il bandolo dalla matassa. In un clima che però, ogni giorno, si fa più incandescente.

LA VICENDA - “Una parte del centro destra territoriale, spalleggiato da consiglieri comunali e regionali, si dimentica della retorica della legalità ostentata e si impegna nell’ occupazione abusiva del Casale di Grottaperfetta” è tornato a sottolineare  il Preidente Catarci. “La struttura doveva ospitare attività ricreative di quartiere, come esplicitamente riportato nella Convenzione tra il Consorzio che l’ha ristrutturata ed il Comune di Roma. Invece l’ex Giunta Alemanno l’ha prima affidata all’Assessorato comunale alla Scuola e all’Agenzia capitolina per le Tossicodipendenze, poi – ricostruisce la vicenda il Minisindaco -  ha commissionato la custodia del bene a due associazioni, scelte senza nessuna procedura pubblica e remunerate con 40.000 euro. Infine vi ha insediato una Comunità giovanile costata alle casse capitoline 135.000 euro, ignorando l’esistenza di un ‘Centro di Aggregazione Giovanile’ pubblico, aperto da anni, consolidato e molto frequentato a poca distanza”.

LA DOPPIA MORALE - L’assegnazione, ad ogni conto, “è scaduta a febbraio 2014. Sono passati oltre 4 mesi e gli esponenti di Asi Ciao, uno degli enti gestori della Comunità, non rinunciano a tenere in ostaggio illegalmente la struttura, impedendone fisicamente l’accesso e creando tensioni nel territorio – fa notare Catarci  - ad esso si aggiunge si aggiunge l’ipocrisia in dosi massicce, quella di un centro destra per cui le regole valgono sempre per gli altri e mai per sé: l’illegalità va perseguita se si occupa per disperazione sociale, riutilizzando ex uffici, ex scuole ed ex caserme, ma va tollerata e coperta quando una Associazione ‘amica’ fa altrettanto con un Casale nuovo di zecca, per di più dopo aver fruito di fondi pubblici”.

UN BANDO PUBBLICO - Restano sullo sfondo le esigenze di un territorio in cui, come ci veniva segnalato, i servizi non abbondano. La  decisione capitolina di trasferire  nel casale alcuni servizi di contrasto alla violenza sulle donne, per quanto meritoria, non sembra rispondere alle istanze dei residenti.  E tuttavia, uno spiraglio verso scelte condivise, esiste. E la si ritrova nelle ultime righe con cui Catarci chiude la propria nota. Se infatti da  una parte  si incita l’Assessora Cattoi a fare presto, “perché aspettare solo un giorno di più significa cedere al ricatto ed alla tracotanza”, dall’altra il Minisindaco fa sapereche la Giunta Capitolina “pervede di riservare spazi anche a realtà territoriali in forma trasparente, attraverso un bando pubblico”.Una risposta a quanti chiedevano che, il Casale, potesse assolvere anche ad istanze della comunità locale.

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