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Grottaperfetta, il Municipio VIII si compatta: "Vogliamo far rivivere il Casale Rosa"

Il Consiglio municipale trova la quadra sul futuro del casale di via Grottaperfetta 610, attualmente in disuso: si chiede al Comune che vi sia attivato un centro di formazione ed accoglienza per donne e famiglie

Fumata bianca. Il Municipio VIII ha deciso quale sarà il destino del Casale Rosa. L’ambita struttura di via Grottaperfetta 610 dallo scorso giugno é rimasta inutilizzata e chiusa al pubblico. Scaduta l’assegnazione alla cooperativa BeFree, in attesa di un apposito bando, é stato interrotto anche il servizio Sos Donna h24. La novità è che maggioranza ed opposizione hanno lavorato di concerto, trovando la quadra sul futuro della struttura.

TUTTI D'ACCORDO - “Il Consiglio ha approvato all’unanimità la risoluzione per chiedere la riapertura del Casale – fa sapere la Capogruppo del PD in Municipio VIII Annarita Marocchi – grazie al confronto ed al lavoro di coordinamento messo in campo dalla Commissione delle Elette e da quella dei Servizi Sociali, sono stati sciolti alcuni dubbi sollevati dal M5s nelle ultime settimane”. La quadra è stata trovata, con la richiesta di destinare la struttura ad un “punto facile” in grado di erogare un’ampia gamma di servizi, principalmente rivolti alle donne ed alle famiglie.

IL PASSAGGIO SUCCESSIVO - “Non possiamo più lasciare vuoto un bene così prezioso – spiega Marocchi che ha elaborato il documento poi condiviso e votato in Consiglio municipale –  Ora vogliamo che sia subito attivata la richiesta al Dipartimento Comunicazione di Roma Capitale, a cui il bene fa riferimento, perché si svolgano le procedure  necessarie per l'assegnazione del casale. Lo si faccia però tenendo conto di quali sono le esigenze espresse dal territorio”.

LE FUNZIONI - La proposta che l’Ente di prossimità ha votato, è in effetti piuttosto articolata. Nel "punto facile" dovrebbero essere attivati una pluralità di servizi. Si chiede infatti che vi sia istituita  una ludoteca in grado di promuovere "un’attività di lettura libera da stereotipi". Al tempo stesso si suggerisce di creare "una biblioteca di genere" e di realizzarvi periodicamente "giornate di studi per diffondere le buone pratiche sull’educazione alle differenze". La richiesta che arriva dal territorio, oltre che articolata, appare  chiara. Dopo il servizio erogato alle donne vittime di violenza, si pensa infatti di destinare la struttura a funzioni ben delineate, che dovranno essere prese in considerazione nel futuro bando.  La palla passa ora al Dipartimento Comunicazione di Roma Capitale. 
 

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