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Emergenza abitativa: dal decreto casa ai tavoli, il confronto riparte dalla Montagnola

Assemblea cittadina, con istituzioni locali e nazionali per discutere del “caso ENPAIA”. Catarci: “Davanti al Parlamento i Presidenti di Municipio devono manifestare con Inquilini e sindacati”

Il titolo che si è scelto di dare all’incontro che nel tardo pomeriggio di mercoledì 6 si svolgerà in aula Consiliare Piacentina Lo Mastro, è di quelli che non lasciano spazio ad interpretazioni. “Chi fermerà le speculazioni?” Alla domanda sono chiamati a rispondere esponenti della politica nazionale di vari partiti, invitati all’assemblea. Ma anche sindacalisti di base, cittadini e rappresentanti degli enti locali, che arriveranno anche da altri municipi. Tra i presenti, non poteva mancare il Presidente Andrea Catarci.

PARLAMENTO E DISAGIO ABITATIVO  - “Nel corso dell’assemblea ragioneremo a come dare forza al passaggio della mozione votata in Parlamento – ci spiega il Minisindaco, incontrato ad un picchetto contro lo sfratto di 15 famiglie ENPAIA - La prossima settimana poi, in Parlamento andrà anche in discussione il  decreto casa. Io penso che là sotto, insieme agli inquilini, ai comitati, ai sindacati ci debbano stare anche i municipi coi loro rappresentanti istituzionali”.

IL RECORD DI SFRATTI - La partecipazione dei Presidenti di Municipio, per Catarci, rappresenta tutt’altro che un mero atto di presenza. “ Ci dobbiamo andare anche con la fascia, a rappresentare quindi pezzi di città in sofferenza dichiarata. Pezzi di città che da quello che ci dicono gli ultimi dati sugli sfratti  aumentano sempre di più. Roma ha il 18% degli sfratti esecutivi eseguiti lo scorso anno. E’ più della media nazionale che è del 14%. Gran parte sono per morosità. In questa grande emergenza abitativa, creata anche attraverso le leggi attuali, dobbiamo dire che il decreto casa è il primo tassello dell’inversione di tendenza e non solo agevolazioni per qualcuno”.

IL DIALOGO CON I MOVIMENTI -Sul piano dei rapporti con i movimenti per l’abitare, la posizione del Presidente Catarci è tutt’altro che un mistero. “Per fortuna sono cadute le accuse verso coloro a cui erano state disposte delle misure cautelari. Chi in questi anni ha costruito incontri e tavoli di  confronto e– spiega Catarci -  non può diventare capro espiatorio di questa situazione. Le istituzioni hanno bisogno di dialogare con inquilini, movimenti e soggetti sociali. Poi gli episodi di piazza, per mia esperienza, sono sempre controversi. Ma da un punto di vista politico è vitale avere referenti che scelgano il tavolo il confronto, il ragionamento da fare insieme. Sospendere questi processi è quanto di più deleterio si possa fare per combattere l’obiettivo principale che resta quello del disagio abitativo”.

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