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Tor Carbone, verso la chiusura del nido Koala: è rivolta nel quartiere

Un contratto vecchio di dieci anni ha fatto salire in due mesi una morosità da 5mila a 50mila euro. Il direttore non riesce più a pagare ed arriva lo sfratto. A rischio l'assistenza a 180 bambini e il posto di lavoro di 35 dipendenti

180bambini saranno per strada il prossimo settembre perchè domani vi sarà il sequestro di una struttura, il Koala di Tor Carbone, aperta dal 1976 e costretta a chiudere per dar spazio, secondo le voci raccolte, al business edilizio.

STORIA - Il nido Koala, istituto paritario, la cui struttura - fisica è privata, aprì nel 1976 . L'asilo era caduto in una "morosità di circa 5800 euro a causa di una rata dell'affitto mancante"- ci racconta il direttore Luciano Ferri, nel pomeriggio in Campidoglio per essere ricevuto dal sindaco Alemanno. Dopo due mesi, con gli interessi di 1000 euro al giorno più il 10%, la cifra è salita ad oltre 50.000 euro, oltre un canone di locazione mensile di 8000".

Il proprietario ha presentato l'ingiunzione di sfratto. Il direttore, affezionato ai suoi piccoli, ha cercato di mediare il debito salito velocemente a oltre 400 mila euro. "Mi ero accordato due giorni fa con il proprietario per bloccare la situazione saldando sull'unghia il 10% d'acconto. All'appuntamento - spiega Ferri - mi ha chiesto anche d'ipotecarmi la casa a garanzia, ed io stavo per farlo...".

I NUMERI - La chiusura del Koala significherà: 180 bambini per strada, di cui 17 diversamente abili, 35 dipendenti disoccupati e 180 donne che non potranno più lavorare per accudire i propri piccoli.

LA RICHIESTA - "Voglio solo un anno per prendere i miei ragazzi e costruire il Koala da un' altra parte" ha detto il direttore "Per I soldi ha devastato la vita dei bambini!".

LA BEFFA - "Abbiamo negli anni fatto degli abusi edilizi, se per I bambini come per costruire I bagni ed aule, ma abbiamo estinto l'oblazione pagando il condono- continua Ferri con la voce rotta - quindi il proprietario oltre a mandarci via si prenderà un aumento in metri cubi del 200%", un ottimo investimento soprattutto se come si mormora tra I genitori, al posto dell'attuale asilo venissero costruite delle villette.

"Se la struttura fosse chiusa dove andrebbero questi bambini? - si chiede retoricamente il direttore ancora in attesa di essere ricevuto dal Primo cittadino- ed i ragazzi con handicap, nessun istituto privato se li accollerebbe, sia per le strutture necessarie sia perchè pagano metà della retta".

Domani alle 7 lo sfratto: una manifestazione, autorizzata, per bloccare questo scempio con 500 mamme, papà e tre comitati( già in causa col proprietario) solo per mandare I figli ad un asilo che da oltre 30 anni lavora bene, ma il Dio denaro è spietato si sa, l'hanno imparato anche i bambini di Tor Carbone.

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