menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Ex Fiera di Roma: un appello pubblico per dire “Stop alla speculazione”

Elaborato un documento, dopo i recenti incontri all’Urban Center, per mettere nero su bianco i motivi dell’opposizione al progetto di riqualificazione dell'area e per lanciare la mobilitazione del 16 febbraio

I due appuntamenti che si sono succeduti all’Urban Center della Garbatella, in merito alla riqualificazione dell’ex  Fiera di Roma, hanno già sortito  un effetto. E’ stato infatti elaborato un documento, i cui primi firmatari risultano essere comitati ed associazioni che fanno parte dell’Assemblea Permanente del CTO, di Legambiente Garbatella e di Italia Nostra, per dire “Stop alla fiera della speculazione”.

LA COLATA DI CEMENTO - “Quella dell’ex Fiera è una delle aree a controllo pubblico più vaste e preziose della città: più di 7 ettari in prossimità del centro lungo Viale Cristoforo Colombo, per un cinquantennio punto di riferimento commerciale e culturale e dal 2006 in attesa di nuova destinazione – si legge nell’appello -  Il Sindaco Alemanno e l’Assessore comunale all’Urbanistica Corsini, dopo silenzi prolungati, hanno reso pubbliche le loro intenzioni: intendono sostituire i vecchi padiglioni con una colata di cemento di quasi 300.000 metri cubi, costruendo in gran parte alloggi di pregio destinati a pochi fortunati, un po’ come nel vecchio progetto della Città dei Piccoli di veltroniana memoria”.

IL RICORSO AL PIANO CASA - Nel documento si fa anche riferimento, come d’altra parte avvenuto anche nel corso degli incontri alla Garbatella, alle modalità cui Investimenti spa e Roma Capitale, sembrano interessati a ricorrere. “Per fare in fretta, con le elezioni alle porte, rifuggono dal confronto e in luogo dell’annunciata variante al Piano Regolatore optano per le procedure eversive offerte dal Piano Casa regionale, quello voluto dall’ex Presidente Polverini e dall’ex Assessore Ciocchetti che ancor oggi è di dubbia legittimità giuridica. Il tutto nel quadro delle 64 delibere urbanistiche con cui si profila un ennesimo Sacco di Roma, in un contesto metropolitano ed in un quadrante già massacrati dal traffico e dal cemento, dall’emergenza abitativa, da sfratti e dismissioni delle case degli Enti previdenziali, dove è urgente aumentare l’offerta di asili e scuole materne, servizi pubblici, alloggi popolari e spazi culturali.

LE RAGIONI DEL NO - “Procedere ad una cementificazione di tali proporzioni rischia di far saltare definitivamente l’equilibrio della zona, già ampiamente compromesso da altre devastanti scelte come l’Accordo di Programma nella vicina Piazza dei Navigatori – e la funzionalità di un’arteria indispensabile come Viale Cristoforo Colombo – fanno notare le associazioni ed i comitati che hanno sottoscritto l’appello  -  Secondo, costruire ancora case in una città che ha tantissimi edifici invenduti ed inutilizzati non serve e prevederle ‘di pregio’, con gli attuali venti di crisi, suona anche deridente e beffardo. Terzo, sacrificare il complesso per coprire una parte del buco accumulato dalla nuova Fiera è una scelta inefficace e di corto respiro. Quarto – prosegue l’elencazione -  prevedere di realizzare metà dell’housing sociale sui terreni di Investimenti spa intorno all’autostrada Roma-Fiumicino, oltre che essere illegale, suona come un’autentica presa in giro, dato il lento ‘inabissamento’ degli stessi padiglioni e l’instabilità dell’intero quadrante2.

LA MANIFESTAZIONE UNITARIA - “Il Municipio Roma XI, i movimenti per il diritto all'abitare, le associazioni e i comitati di cittadini, intendono impedire questo nuovo scempio ai danni della collettività. Vogliamo immaginare in maniera partecipata e collettiva un altro presente ed un altro futuro per la nostra Roma. Per queste ragioni  - concludono gli estensori dell'iniziativa - rivolgiamo un appello a singoli e realtà organizzate del Municipio Roma XI ed alla città tutta per una manifestazione da tenersi il prossimo sabato 16 Febbraio, toccando l’ex Fiera, l’ospedale CTO di Garbatella a rischio chiusura e l'ex deposito Atac di San Paolo, lasciato per anni nell’abbandono, riempito con i cassonetti dell’immondizia dell’Ama dopo lo sgombero di persone senza casa ed ancora in attesa di un piano di riqualificazione”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RomaToday è in caricamento