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Montagnola: 400 stranieri a scuola d'italiano

Il Circolo Che Guevara, in 4 anni ha insegnato gratuitamente l'italiano a 400 persone. Fontana (PRC): "E' uno strumento utile per tante persone che riescono così ad integrarsi meglio nel quartiere"

Dall’ I – 60 al Pup di Viale Da Vinci, fino alle occupazioni di Tor Marancia, non c’è una battaglia che nel territorio del Municipio XI abbia coinvolto associazioni e comitati, nella quale non abbia preso parte anche il circolo Che Guevara della Montagnola.

L’APERTURA AL TERRITORIO - La militanza come logica conseguenza di un’elaborazione analitica, tuttavia, non è il tratto distintivo di questa storica sezione. La continuità tra i due aspetti, infatti, è spesso ravvisabile anche in altre realtà, spesso collocate a sinistra, che di fatto  non amano scindere la teoria dalla pratica. Se c’è qualcosa che rende particolare il circolo Che Guevara, dunque,  non è tanto la ricercata coerenza tra i due piani citati, quanto piuttosto il tentativo di aprirsi alla società civile che popola il territorio municipale.

L’IMPEGNO NEL SOCIALE - “L’idea complessiva è che anche un partito comunista, o forse soprattutto un partito comunista, non può fare solo battaglie politiche, parlare di referendum ed elezioni – ci spiega il coordinatore del circolo Luca Fontana -  ma invece deve soprattutto fare attività sociale, anche perché la nostra gente non se la passa troppo bene. Quindi al Che Guevara portiamo avanti un insieme di iniziative, dal laboratorio d’informatica, al teatro, fino al corso d’italiano per stranieri, che hanno risvolti meno politici, ma che per noi rivestono una grande importanza. Tra questi, poi, il corso d'italiano rappresenta  un po’ il nostro fiore all’occhiello”.

IL CORSO D’ITALIANO PER STRANIERI - L’iniziativa, che ci incuriosisce, non è di recente realizzazione. “Sono ormai cinque anni che lo facciamo – ricorda Fontana –ed attualmente  ci sono circa 60 migranti, prevalentemente del Bangladesh, che lo frequentano. I corsi sono completamente gratuiti sono articolati in due tranche da 4 mesi. I volontari che lo realizzano – puntualizza il coordinatore del circolo – sono simpatizzanti di Rifondazione, ma non solo.  Ad esempio c’è un ragazzo, Sergio, che ha votato il Movimento 5 Stelle, e  con il quale i rapporti sono ottimi. Questo per dire che, chi ha voglia di fare qualcosa, al Che Guevara ha la possibilità di poterlo fare”.

GLI STRANIERI COINVOLTI - Ci chiediamo e quindi domandiamo a Fontana quante persone abbiano frequentato, nel tempo, i corsi e quali ricadute abbia ravvisato nel territorio. “Ogni tranche prevede la presenza di circa 60 migranti, quindi 100-120  persone all’anno.  Di conseguenza – riflette Fontana -  sono passate oltre 400 cittadini stranieri per questa scuola e la cosa più bella è vedere come queste comunità hanno utilizzato anche questo strumento per integrarsi bene nel quartiere. Ma poi, se mi è concesso, vorrei evidenziare una cosa: il circolo Che Guevara è stata la prima sede di un partito politico che è entrato a far parte della rete delle scuole migranti”.

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LA RETE DELLE SCUOLE MIGRANTI - Questo aspetto, poi, attira la nostra curiosità “ Si tratta di un  network, voluto dalla Regione Lazio, per raccogliere tutte le realtà che offrono questo tipo di insegnamento. Sul nostro sito c’è anche un link che riporta un elenco delle realtà che, facendo parte di questa Rete, hanno la podestà di rilasciare la carta di cittadinanza ai migranti. E la cosa curiosa – si schermisce Fontana – è che nell’elenco, che riunisce tutte queste realtà in ordine alfabetico, dopo il circolo Che Guevara viene la Comunità di Sant’Egidio”. Come a dire che, difronte alle evidenti necessità di integrazione dei migranti, non esistono colori politici di sorta. I corsi, per completezza d’informazione, si svolgono tutti i giovedì dalle 18 alle 20 e, come Fontana ci ha ricordato “siamo sempre interessati ad accogliere altri volontari”.
 

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