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Martedì, 24 Maggio 2022
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Scuole senza classi, la politica si mobilita e punta il dito: "La Città Metropolitana faccia qualcosa"

Baccini scrive a Gualtieri, Zingaretti e Montino: "Situazione grave, troviamo soluzioni immediate".

Il grido d'aiuto della preside del liceo Leonardo da Vinci di Maccarese non è caduto nel vuoto: le oltre 300 famiglie che rischiano di vedersi respingere la domanda d'iscrizione per l'anno scolastico 2022/2023 sono un problema concreto che ha ripercussioni sociali e politiche sul territorio di Fiumicino. Per questo dal consiglio si sono subito levati gli scudi della maggioranza di centrosinistra. 

Il centrosinistra: "L'ex Provincia non ha mosso un passo"

Nello specifico, Ciro Sannino (Uniti nel Centro) e Barbara Bonanni (LeU), rispettivamente presidenti della commissione Scuola e Urbanistica, hanno tenuto a sottolineare le responsabilità della Città Metropolitana rispetto alla carenza di spazi per gli istituti scolastici del territorio. "Non è un tema nuovo ed è un tema che l'amministrazione ha a cuore da sempre - spiegano -. Prova ne siano le nuove aule di Maccarese destinate all'agrario, che il comune ha messo gratuitamente a disposizione dell’istituto e la possibilità di usare i locali della parrocchia di Santa Paola in Frassinetti, anch'essa frutto della mediazione dell'amministrazione (da settembre però questi ultimi spazi non saranno più a disposizione, ndr)". "Com'è noto, gli istituti superiori sono competenza della Città Metropolitana - proseguono i due esponenti della maggioranza - che per anni è rimasta sorda alle nostre richieste. Il comune ha, da tempo, individuato un'area che ha segnalato alla Città metropolitana perché possa ospitare un nuovo edificio scolastico. Ma nessun progetto è stato presentato dall'ex provincia". "Faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per dare ai nostri ragazzi la possibilità di frequentare un ottimo istituto rimanendo nella loro città", la promessa di Sannino e Bonanni.

Il centrodestra: "Situazione ingestibile"

Dall'opposizione invece parte una lettera indirizzata al sindaco della Città Metropolitana Roberto Gualtieri, al sindaco di Fiumicino Esterino Montino e al presidente della Regione Nicola Zingaretti. A firmarla è il capogruppo della Federazione Cristiano Popolari Mario Baccini: “La situazione delle scuole di Fiumicino è ormai diventata ingestibile - commenta il consigliere - e urgente da risolvere perché molte famiglie, molti genitori ed anche i consigli scolastici, fanno presente a gran voce che è necessario adeguare strutture alle esigenze didattiche. Si deve registrare che molti studenti rimarranno fuori dalle aule scolastiche perché mancano le strutture fisiche dove fare lezione. Ad oggi istituti di prestigio come il Leonardo da Vinci si dividono in vari plessi e strutture di recupero che, tra l’altro fruiscono di stabili della curia che, purtroppo, non potrà rinnovare la concessione".

Le proposte alternative

"Ho scritto a Regione, ex Provincia e comune - prosegue Baccini - affinché ciascuno per la propria competenza riesca a mettere in campo tutte le forze necessarie per realizzare una progettazione utile ad una scuola che sia davvero inclusiva, sostenibile e digitale e risponda alle esigenze di una città demograficamente in crescita. Nel mio appello è primario il riconoscimento a Fiumicino di un grande plesso con annesso campus che possa davvero far fronte alle necessità educative e di formazione di una città che è rivolta verso il III millennio. Nella mia proposta si ipotizza la possibilità, per tamponare l'emergenza, di concordare con l’Arma dei Carabinieri l’utilizzo della caserma mai utilizzata (tra Via della Foce Micina e Via dell’Ippocampo, ndr), oppure di cambiare la destinazione d’uso e il progetto dell’auditorium affinché divenga una struttura in cui organizzare la maggior parte dell’offerta scolastica". 

La caserma e l'auditorium

A cosa si riferisce Baccini quando cita la caserma inutilizzata e l'auditorium? Nel primo caso, si tratta di un edificio realizzato ormai da vent'anni, consegnato nel 2008 ma mai insediato dall'Arma. Come raccontava nel dettaglio il quotidiano online "Il Faro" in un approfondimento del 2019, l'edificio è rimasto vuoto anche e soprattutto per gli alti costi di gestione che avrebbe, dieci volte superiori a quelli dell'attuale caserma di via Anco Marzio. La struttura, però, è completata e interamente pensata per essere utilizzata dalle forze dell'ordine, non da studenti: al piano interrato, per fare un esempio, ci sono le camere di sicurezza. Le celle, in sostanza. 

Per quanto riguarda l'Auditorium del Mare, parliamo di un progetto da undici milioni di euro garantiti da Cassa Depositi e Prestiti per riqualificare l'ex centrale Enel di via del Faro e prevede una sala centrale da 500 posti, suddivisibile anche in tre sale più piccole, un punto ristoro, un'ampia area esterna attrezzata per attività ricreative. 

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