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Fregene: sacchi di sabbia sul litorale per tamponare l'emergenza erosione

Gli stabilimenti maggiormente danneggiati sono La Nave, Point Break, Capri e Rivetta. Solamente poche settimane fa è stata lanciata una petizione on line: "La Regione Lazio e il Comune di Fiumicino da anni sono a conoscenza di questo problema"

E' sempre più allarme erosione a Fregene. Dopo l'ultima mareggiata che ha parzialmente distrutto lo stabilimento La Nave, sul litorale sud le spiagge sono state divorate dal mare a causa del maltempo. Intere porzioni di spiaggia sono state portate via e gli stabilimenti sono dovuti correre ai ripari posizionando dei sacchi di sabbia per tamponare, in maniera superficiale, i danni.

Tra gli stabilimenti maggiormente danneggiati, oltre La Nave, anche il Point Break, Capri, Rivetta e La Perla, quest'ultimo completamente inagibile. Il Tirreno, invece, ha perso una fila di cabine. I gestori denunciano di aver perso, ormai, almeno 50 metri di spiaggia, e sottolineano come il progetto anti erosione della Regione Lazio sia "un fantasma" che si aggira da tempo. 

Gli appassionati, invece, provano a darsi da fare come Daniele, nato a Bologna ma residente a Roma, che insieme alla moglie ha lanciato una petizione online con lo scopo di salvare la spiaggia.

"La Perla del Tirreno, sta scomparendo colpita dall'erosione del mare, con un danno importantissimo per la comunità. - si legge nell'appello - La Regione Lazio e il Comune di Fiumicino da anni sono a conoscenza di questo problema, non solo segnalato dagli abitanti di Fregene ma anche dai gestori degli stabilimenti che hanno incontrato in più riprese l’amministrazione Regionale per richiedere una soluzione".

Secondo Daniele e tutti gli amanti del mare di Fregene "nulla di concreto è stato finora avviato dall'amministrazione locale e regionale tra i cui compiti istituzionali c'è quello di preservare il patrimonio paesaggistico". "Non c’è più tempo. Per anni abbiamo assistito alla scomparsa progressiva del litorale. È ora di 'sedersi al posto di guida' e fare qualcosa per la comunità e per noi stessi", conclude il testo della petizione (si può firmare e consultare qui) e che ha raggiunto quasi mille firmatari.

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