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Vitinia, dopo 35 anni arriva il collettore fognario: "Il fosso di Malafede è salvo"

Entro marzo il bando di gara per realizzare il collettore tra Vitinia ed il depuratore di Tor di Valle. Pericolini (CdQ): "Inizia così la riqualificazione delle valle. Le fogne a cielo aperto passavano vicino ad una scuola"

Nella foto la confluenza del fosso con la fogna a cielo aperto

Era una notizia che i residenti di Vitinia attendevano da molto tempo. E con loro anche i tanti residenti del Municipio IX che frequentano in bici o a piedi la valle del Risaro. “L’allaccio del nostro sistema fognario al collettore, dopo trentacinque anni, è finalmente realtà” annuncia soddisfatto il presidente del Comitato di Quartiere di Vitinia.

LA SODDISFAZIONE - “Di questa iniziativa beneficerà tutta l’area del Risaro, che comincia così ad essere bonificata – sottolinea Pericolini – vorrei sottolineare i meriti dell’attuale amministrazione, del Municipio XI e dell’intera commissione ambiente  da cui ieri abbiamo appreso la notizia. Il ringraziamento va esteso anche al coordinamento dei Comitati di quartiere ed a tutti i consiglieri municipali, ma soprattutto la nostra gratitudine – scrive Pericolini sulla pagina facebook del Comitato – va a quella persona che mai ha ricoperto un incarico con più competenza: l’assessore all'Ambiente Marco Antonini”.

I TEMPI - La realizzazione del collettore era particolarmente avvertita nel quartiere, perché “parallelamente alla scuola, fino ad oggi c’è stata una fogna a cielo aperto. Lì ci vanno i bambini di Vitinia – ricorda Pericolini – quindi quest’intervento, tanto atteso, non è importante solo per una questione ambientale”. Sulle tempistiche, l’assessore Antonini ha spiegato che “a marzo verrà fatta la gara di appalto ed i lavori si protrarranno fino al 2020. Ma al termine di quest’operazione, il fosso di Malafede sarà salvo”.

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I FOSSI SALVATI - Il corso d’acqua, insieme al fosso del Frasso, è stato pesantemente danneggiato dalla mancata realizzazione del collettore. “Era previsto che si realizzasse già prima dei mondiali di calcio del 1990. L’opera venne definanziata ed a pagarne le conseguenze sono stati i due fossi. Quello di Malafede ne è risultato più colpito, poiché ormai vi sopravvivono solo le anguille. Però adesso, con quest’intervento – conclude l’assessore Antonini– potrà finalmente risorgere”. E con lui tutta la valle.
 

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