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Vitinia - Mezzocammino Mezzocammino

Il quartiere chiede una caserma e spazi sociali. Il municipio dà l'ok, ecco la zona individuata

Una proposta di risoluzione del Pd viene approvata all'unanimità in consiglio del IX. Dovrebbero essere utilizzati i fondi derivanti dal Piano Casa per la costruzione del comprensorio

Oltre 17.000 abitanti previsti, uno sviluppo che negli ultimi dieci anni è stato costante: Torrino Mezzocammino, nel quadrante sud-ovest di Roma, è indubbiamente uno dei quartieri in espansione della Capitale. Eppure non ha un presidio delle forze dell'ordine, chiesto più volte dai cittadini e anche messo nero su bianco con una risoluzione consiliare del IX municipio, datata luglio 2019. A distanza di esattamente 4 anni, cambiato il colore dell'amministrazione, non cambia la volontà. E così il parlamentino di largo Benenson ha approvato una proposta di risoluzione per creare un presidio fisso dei carabinieri. 

Una caserma dei carabinieri a Mezzocammino

Secondo quanto si legge nel documento, votato prima nelle due commissioni municipali competenti e poi in aula consiliare, l'intenzione di creare un presidio delle forze dell'ordine permanente arriva già dalla precedente amministrazione. Il 18 luglio 2019, infatti, il parlamentino deliberava di impegnare l'allora minisindaco Dario D'Innocenti di attivare l'iter amministrativo e impegnare le somme provenienti dagli interventi edilizi realizzati grazie al cosiddetto PIano Casa, cioè la legge regionale 21 del 2009 che ha permesso l'edificazione di Torrino Mezzocammino. La proposte di risoluzione, firmata dal capogruppo del Pd Giuseppe Grazioli, dal presidente dell'aula Luca Bedoni, dal presidente della commissione ambiente e urbanistica Manuel Gagliardi e dal suo vice Danilo Borrelli, fa anche i "conti della serva". Infatti per realizzare il centro dove ospitare la caserma, ma anche spazi di socialità e servizi per la cittadinanza, i fondi da utilizzare sarebbero provenienti proprio dagli oneri concessori. 

Roma Capitale dispone già di 8 milioni di euro

In base ai conteggi, infatti, si stima che il totale dei fondi che i costruttori devono ancora corrispondere a Roma Capitale ammonta a circa 12.000.000 di euro: "Ad oggi - scrivono i 4 esponenti della maggioranza - i contributi già versati e immediatamente disponibili ammontano a circa 8.000.000 di euro, differentemente da quanto indicato nella delibera consiliare che riportava la voce di 5.000.000 di euro, come peraltro attestato dal dipartimento Pau con nota ufficiale del maggio 2019 (a quella data gli oneri già incassati dal Comune di Roma erano pari a 4,4 milioni di euro)". Un notevole gruzzolo, che permetterebbe alla lunga al Campidoglio di risparmiare, evitando l'affitto. Affitto che si paga a Vitinia, dove si trova una stazione dei carabinieri: 90.000 euro l'anno. "Ma non è competenza nostra chiudere e spostare - specificano dal Pd - quella è una decisione del ministero". 

Dove sorgerebbe la nuova caserma

Secondo quanto è possibile apprendere, la zona individuata per costruire l'edificio che ospiterebbe il presidio fisso è il comparto S7, al centro del quartiere. Per capirci, tra via Hugo Pratt, largo Albacini e via Melotti. "Per la sua ubicazione al centro del quartiere  - spiegano i consiglieri - con una viabilità di scorrimento molto agevole. Tale ubicazione risulterebbe particolarmente strategica soprattutto perché si trova in una posizione baricentrica rispetto alle principali arterie stradali di zona, che consentirebbe una migliore logistica per le forze dell'ordine, anche e soprattutto in termini di presidio del territorio di competenza. Il terreno in questione, noncheè il quartiere di Mezzocammino tutto, si trova infatti a poche centinaia di metri dalla via Cristoforo Colombo, dalla via Ostiense e dal Grande Raccordo Anulare.  "L'idea nostra è aumentare la sicurezza nel quadrante, in virtù della crescita esponenziale del quartiere e della visione strategica che rappresenta inserire un presidio in un luogo che è crocevia di assi viari importantissimi" commenta Bedoni. 

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