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Rugby al Tre Fontane, a breve il passaggio di consegne

La Coni Servizi sta per restituire l'impianto sportivo al Comune di Roma. Ed a giorni è atteso il bando per l'assegnazione dell'area, agognata dalle società rugbistiche del territorio

Venerdì 20, secondo alcune indiscrezioni, ci sarà un sopralluogo dei tecnici della Coni Servizi all’impianto del Tre Fontane. E’ il primo passaggio, che porterà, presumibilmente già da Lunedì 23, al passaggio di testimone, tra la Coni Servizi, che aveva in gestione la struttura, ed il Comune di Roma, che ne è proprietario. Lo step successivo, inevitabilmente, sarà quello di mettere a bando l’impianto, tanto agognato, dalle società rugbistiche del territorio.

La CONI Servizi riconsegna il Tre Fontane. Alcuni giorni fa, intervistando l’Onorevole Alessandro Cochi, delegato del Sindaco allo Sport, avevamo ottenuto delle interessanti anticipazioni al riguardo. “Entro i primi di luglio saremo pronti per pubblicare il bando con avviso pubblico, anche perché, per la verità, il CONI ce lo sta restituendo in questi giorni” secondo la nostra fonte, domani.
“La proprietà è comunale – ricorda l’on. Cochi – la concessione era alla Coni Servizi, la quale l’ha dato in sub concessione  al Comitato Regionale del Rugby. A breve, dunque, la Coni Servizi lo ridarà a Roma Capitale, la quale espleterà subito il bando”.

L'assegnazione dell'impianto. Su come sia andata l’intrigata vicenda, che ha portato al serrato confronto due gruppi, una cordata messa in piedi dal Rugby Roma Club di Ferruccio Tozzi, la Rugby e Altro di Fabrizio Pollak e la Rugby Roma 2000 dell’editore Gargiulo da una parte, e la Nuova Rugby Roma dall’altra. Abbiamo avuto modo di presentare entrambe le posizioni, nel corso dei mesi precedenti. Ma ancora non avevamo avuto la possibilità di sentire, al rigurdo, il delegato del Sindaco allo Sport.
“Come Dipartimento Sport – ricorda Cochi - ho lasciato che il rugby, innanzitutto quello giovanile restasse lì. Adesso serve però anche un piano anche economico, perché l’impianto del Tre Fontane è grande e costa parecchio, a causa della manutenzione da realizzare. Personalmente, ho sempre predicato di fare un ATI (associazione temporanea d’impresa ndr) un consorzio molto forte. Per la verità, per alcuni personalismi – riconosce il Delegato allo Sport - non  si è riusciti”.
Una situazione che, nonostante il tramite della Federazione Italiana Rugby, non si è mai sbloccata.

Il bando pubblico e le fideiussioni. "Se magari si toglie qualche personalismo, il genitore ed il tecnico svolgono ciascuno il proprio ruolo,e magari l’imprenditore, in tempi di crisi, immette qualche energia, sarebbe meglio. Per questo, non lo nascondo – ammette l’on.Cochi – abbiamo cercato di coinvolgere anche l’Eur S.p.a. che è  più facoltosa di altre istituzioni, oggi carenti dal punto di vista economico, per motivi di bilancio. Secondo me può essere una formula vincente e lasciamo la politica un passo indietro”.
Un proposito interessante, ma come ci si arriva? “Ciò che dovrebbe garantire i cittadini, l’amministrazione, il CONI ed i Comitati provinciali, è un bando ad evidenza pubblica, dove però ci siano anche le fideiussioni sottoscritte, e si possa far continuare gli 81 anni di storia, interrotti, perché magari qualcuno prima di noi fece scelte sbagliate nel mettere insieme talune presidenze così come non abbiamo nessuna responsabilità sulla casa del rugby” ci fa sapere, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa il Delegato allo Sport di Roma Capitale, che riprende – si tratta di un Punto Verde Qualità a Spinaceto, nato prima del nostro arrivo nell’amministrazione, ed è vero, doveva essere una ‘Casa del Rugby’, ma del rugby c’è molto poco. Conosco l’assessore che ha ereditato questa cosa e posso dire che l’ha subita a non provocata”.

Le responsabilità politiche. Ovviamente, il riferimento alle scelte sbagliate, da una parte chiama in causa la Giunta Veltroni. Dall’altra l’imprenditore che, con la sua gestione, ha posto fine agli 81 anni di storia della Rugby Roma, da una parte. E dall’altra, invece, ha semplicemente ottenuto fideiussioni per realizzare un Punto Verde Qualità da oltre 32 milioni di euro, con la promessa di farna la Casa del Rugby. Con il risultato che, a fronte di un progetto modificato con troppe varianti, di campi da gioco, per il rugby, non ve ne sono affatto.
Speriamo che il Tre Fontane abbia un futuro diverso e che almeno lì, la palla ovale, continui ad essere praticata. In maniera esclusiva.
 

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