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Torrino Mezzocammino, la manutenzione del verde è in mano ai residenti: “Non possiamo continuare così”

Residenti stanchi di aspettare i fondi della regione e l’intervento del Comune. Aurea (CdQ): “Ora basta: stiamo gestendo tre parchi solo con i nostri soldi”

Servono soldi per garantire la manutenzione dei numerosi spazi verdi presenti al Torrino Mezzocammino. Si tratta di parchi comunali che i residenti, sotto la guida dal Comitato di Quartiere, stanno cercando di mantenere in condizioni decorose. Puntando, unicamente, sull’autofinanziamento.

Un'autogestione impossibile

“Noi gestiamo tre parchi comunali, per un totale di oltre 10 ettari” fa sapere il presidente del CdQ “lo facciamo con le poche risorse che abbiamo a disposizione e purtroppo non possiamo andare avanti così”. I problemi, per garantire un’efficace gestione di superfici così vaste di verde pubblico, non mancano. Di recente, ad esempio, si è guastata la centralina che garantiva il funzionamento dell’impianto d’irrigazione. Ed ora è solo grazie alla buona volontà di alcuni giardinieri privati che, quei giardini pubblici, vengono innaffiati. “Appena avremo le risorse della Regione provvederemo a far riparare questo guasto, ora non abbiamo i soldi per farlo” ha spiegato il presidente del Comitato di Quartiere.

I fondi regionali mai arrivati

I cittadini del Torrino Mezzocammino, come quelli di Casal Brunori e Fonte Meravigliosa, hanno partecipato ad un bando regionale che prevedeva l’erogazione di fondi  per la manutenzione delle aree verdi comunali. Lo stanziamento, a differenza degli anni passati, non è mai arrivato. Ed i residenti si sono trovati in difficoltà nel garantire la necessaria manutenzione delle aree verdi.

Come funziona il bando

Il problema, segnalato dal CdQ del Torrino Mezzocammino, riguarda decine di associazioni romane che, avevano fatto richiesta degli “incentivi per la manutenzione delle aree verdi da parte dei cittadini”. Il bando regionale prevede infatti  che i comitati e le associazioni senza fini di lucro presentino un progetto al Comune di riferimento,  con cui si sottoscrive una bozza di convenzione. Il progetto deve contenere la planimetria dell’area interessata, gli interventi e le attività di manutenzione da realizzare, il piano economico-finanziario.  E deve essere presentato anche un cronoprogramma dettagliato. 

Il silenzio del Comune

“In attesa dei fondi regionali, a fine aprile abbiamo scritto al Comune ed al Municipio per rappresentare le nostre difficoltà chiedendo, anche ai fini di tutelare un patrimonio che è di Roma Capitale, d’intervenire già da maggio per garantire la necessaria manutenzione - ha spiegato Aurea - purtroppo non è venuto nessuno e noi, da soli, non possiamo andare avanti così”. Anche perchè, la superficie dei tre parchi che i cittadini gestiscono autotassandosi, supera quella di dieci campi da calcio. E non è poco.
 

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