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Torrino, il casale resta senza assegnazione: “Per riqualificarlo si valuti una variante urbanistica”

L'ultimo bando non ha permesso di assegnare il casale che i residenti chiedono sia riqualificato ed aperto al pubblico

Graffiti, vetri infranti, porte divelte. Tegole frantumate ed un tetto, quello dell’ex stalla, con un preoccupante buco nel mezzo. Osservando il Casale di viale Città d’Europa si percepisce un senso di desolante abbandono. 

La vicenda

L’edificio, fino al 2007 sede del consorzio urbanistico del Torrino Nord, versa in condizioni drammatiche. E’ stato messo a bando e la gara è stata vinta da un’associazione temporanea d’impresa che, verificate le condizioni, ha deciso di rinunciare all’assegnazione. Scelta che poi è stata compiuta anche dal consorzio subentrante. Ed il casale, nonostante le aspettative e gli annunci, resta degradato.

Le aspettative

L’11 febbraio la commissione Patrimonio del Municipio IX è tornata ad occuparsi del Casale. “Aspettavamo novità dal Dipartimento comunale che però non si è presentato ed il risultato è che il casale resta degradato ed insicuro - ha commentato Pietro Ragucci, presidente del Comitato di Quartiere del Torrino Nord - quello è un patrimonio pubblico che era stato riqualificato e che versa di nuovo in pessime condizioni”.  Dal Comitato era anche arrivata l’invito ad assegnarlo. “Il dipartimento ci aveva risposto che non era possibile farlo, perchè bisogna fare una gara”. Però, quella bandita nel 2015, non è servita a risolvere il problema dell’assegnazione.

La destinazione urbanistica

L'ultimo concessionario, il Consorzio Terzo Settore, aveva intenzione d'investire sul casale, realizzando una ciclofficina, una ludoteca, un centro antiviolenza. Ed anche un punto ristoro. Una scelta, quest'ultima, che ha finito per incontrare un ostacolo insormontabile.“ La Scia tecnica presentata si scontrava con la destinazione urbanistica dell’area” aveva spiegato al riguardo Roberto De Novellis, il vicepresidente del Municipio IX.  “L’articolo 85 del piano regolatore - aveva chiarito De Novellis - non consente d’installare un’attività commerciale in un’area verde”.

La posizione dei cittadini

Tutto da rifare. Dalla dichiarazione del numero due in Municipio, è trascorso un anno. Ed il destino del casale non è migliorato.  “A noi interessa che sia riqualificato lo spazio. Se serve una variante urbanistica, si faccia purchè poi - ha concluso il presidente del Comitato di Quartiere - a noi cittadini resti la possibilità di frequentare liberamente quello spazio, che deve essere nuovamente ristrutturato e che di sicuro non deve trasformarsi, soltanto, in un'attività commerciale”. 

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