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Stadio della Roma, Raggi in pressing su Conte: serve il Ponte dei Congressi

La Sindaca ha scritto una lettera al premier chiedendo di “velocizzare” le procedure per fare il ponte. In vista dello stadio a Tor di Valle, l’infrastruttura garantirebbe una migliore mobilità

Serve il ponte dei Congressi. Per evitare che il progetto legato allo stadio della Roma possa creare prevedibili ingorghi, occorre velocizzare i tempi di cantierizzazione dell’opera.

Tempi stretti

La realizzazione dell’infrastruttura, finanziata in larga parte con i fondi del Governo, è prevista non prima del 2025. Troppo tardi rispetto alle esigenze trasportistiche di chi vuole realizzare, a Tor di Valle, uno “stadio fatto bene”. Per questo la Sindaca, a poche ore dalla firma del contratto preliminare da parte di Friedkin, ha deciso di correre ai ripari. Lo ha fatto scrivendo una lettera a Conte.

La richiesta

La Sindaca, com'è stato anticipato dall’Ansa, ha chiesto al Premier di “velocizzare in ogni modo le procedure per realizzare il Ponte dei Congressi a Roma”. Per riuscire a farlo in tempo utile, Raggi mira a farlo inserire nell’elenco delle opere correlate al decreto “Semplificazioni”. Al pari dell’autostrada Roma Latina ed alle altre infrastrutture recentemente annunciate, anche il Ponte dei Congressi finirebbe così per avere un Commissario. Un modello che i pentastellati hanno già seguito per la realizzazione del ponte di Genova.

Chi paga l'operazione

Il Campidoglio punta dunque ad accelerare l’esecuzione di un’opera di cui si parla da decenni. E che in buona parte risulta già finanziata. Ma anche il Comune dovrà fare la propria parte, accantonando una cifra vicina ai 28 milioni. L’infrastruttura costa infatti 172 milioni di euro. Il suo prezzo, inizialmente stimato intorno ai 145 milioni, è lievitato per permettere di realizzare una serie di prescrizioni e migliorie utili al completamento del primo lotto di lavori. Quelli strettamente necessari alla realizzazione del ponte.

Come sarà il Ponte dei Congressi

L’infrastruttura, com’è stato ribadito anche nel corso di una commissione capitolina svoltasi nel luglio del 2019, risulterà strategica per un intero quadrante. Come in quell’occasione aveva spiegato il vice direttore generale del Comune, l’infrastruttura prevede “un grande sistema rotatorio di tre e quattro corsie che  svincola tutte le direzioni e le origini del quadrante, sostituendo il sistema a due corsie per senso di marcia attualmente esistente”.  

In pratica venendo da Fiumicino, chi attraverserà il ponte dei Congressi troverà una prima uscita per Eur Torrino.  Poi, seguendo il flusso principale, si arriverò ad una seconda uscita, che porterà gli automobilisti sulla via Ostiense e la via del Mare che, all'altezza di Tor di Valle, saranno unificate.  Il traffico veicolare che non è interessato a quelle uscite invece, aveva spiegato il vice direttore generale del Comune,  “può andare sia all'interno del sistema rotatorio, verso via della Magliana o via Isacco Newton, oppure può proseguire sul viadotto della Magliana verso l'Eur”.

Le perplessità da superare

L’accelerazione sull’acquisto dei terreni di Tor di Valle da parte del magnate ceco Radovan Vitek ed il via libera ottenuto dai tecnici del Campidoglio sull’iter amministrativo e urbanistico dello “stadio fatto bene”, hanno spinto la Sindaca a giocare d’anticipo. Anche perchè la due diligence sulla mobilità, ha lasciato molte perplessità. E bisogna superarle se si vuole che la convenzione urbanistica e la variante siano approvate dall’Aula Giulio Cesare.

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I consiglieri da convincere

In altre parole la Sindaca deve convincere i suoi consiglieri, ancora scettici, che lo stadio sarà veramente “fatto bene”. Per riuscirvi, però, ha bisogno del supporto del governo. E di un Ponte dei Congressi i cui cantieri devono precedere, quanto meno, insieme a quelli previsti a Tor di Valle.
 

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