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Torrino Tor di Valle / Via Ostiense

Stadio della Roma, l'ipotesi Tor di Valle non è tramontata: ne può approfittare la Lazio

L'assemblea capitolina non ha ritirato la delibera sul pubblico interesse. Intanto Vitek è pronto a subentrare a Parnasi

Non è tramontata l’ipotesi di realizzare uno stadio a Tor di Valle. La rinuncia di Dan Friedkin ha per ora sortito solo un effetto: l’allontanamento dell’As Roma da un progetto che, di fatto, resta in piedi.

L'ultimatum scaduto

L’amministrazione cittadina non ha mai ritirato la delibera sulla pubblica utilità dello “stadio fatto bene”. Aveva annunciato ad Euronova, proprietaria dei terreni, l’intenzione di volerlo fare. Ed infatti alla società della famiglia Parnasi era stato anche dato un ultimatum: “alla luce della situazione che si è creata”, l’azienda aveva 30 giorni di tempo per comunicare come pensavano di uscire dallo stallo.

La delibera è l'ago della bilancia

Il termine fissato dal Dipartimento Urbanistica è scaduto lo scorso 24 aprile ma non è stata avviata alcuna revoca della delibera 32 del 2017. Resta quindi ancora valido quanto ha votato l’assemblea capitolina. Significa che la Roma è costretta ad andare avanti con il progetto dello “stadio fatto bene”? Non necessariamente. Anzi, a ben vedere, la decisione della famiglia Friedkin, interessata ad uno stadio “green” che sia anche “integrato con la città”, ha sancito l’intenzione della società giallorossa a rinunciare al progetto sottoscritto dalla Sindaca. Ma non lo ha eliminato.

Vitek e la Lazio: cambiano gli attori resta Tor di Valle

Su Tor di Valle si continua a giocare una partita importante, ma con player diversi rispetto al 2017. Eurnova ha raggiunto un accordo con Radovan Vitek che attende solo di essere formalizzato. Manca il rogito, in sostanza, non la volontà delle parti di chiudere l’affare. E se il magnate ceco acquista i terreni di Tor Di Valle, lo fa perchè è persuaso che lì si possa realizzare ancora un investimento immobiliare. Non necessariamente con l’As Roma. Anche la SS Lazio sta seguendo con interesse lo sviluppo della vicenda.

I risarcimenti che bloccano il Campidoglio

Il patron biancoceleste ed il futuro proprietario dei terreni di Tor di Valle, insieme potrebbero riportare in auge un progetto che il Campidoglio non ha mai disconosciuto. E che anzi ha qualche remora nel farlo visto che è nato dal timore d’incorrere in un risarcimento danni e nella richiesta di indennizzo per danno da contratto' , come ha recentemente spiegato la Sindaca.

Raggi,  chiamata a testimoniare nel processo nel processo a Lanzalone, ha spiegato che “L'unica soluzione ammissibile era sedersi al tavolo con i proponenti e trattare sull'abbattimento delle cubature per limitare il danno, lavorando sulle opere che non impattavano sullo stadio. Tanto che alla fine arrivammo al progetto di uno stadio fatto bene”. Quel progetto ancora esiste. Ed a questo punto, per quanto possa apparire paradossale ai tifosi giallorossi, potrebbe avvantaggiarsene la SS Lazio. 

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