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Torrino, il collettore fognario è stato progettato male. Si teme il crollo: chiesta urgente ispezione

Da oltre 10 anni i residenti del Torrino attendono la sistemazione del collettore. Vincenzo Maisano (M5s): "Pensavo che la criticità fossero i miasmi, invece è soprattutto la stabilità il problema. S'intervenga subito"

L'interno del collettore. Foto videoispezione Acea 2008

Il collettore di via Fosso del Torrino va messo in sicurezza. E’ questa la conclusione a cui è giunta la commissione Lavori Pubblici di Roma Capitale.

Dove si trova il collettore

L’infrastruttura, realizzata da Consorzio Torrino Collinare nella metà degli anni novanta, è stata progettata male. E’ situata a cavallo tra via Cina ed il depuratore Roma Sud. Nel suo percorso, lungo circa 400 metri, attraversa la via Ostiense. Nel quadrante da almeno un decennio si segnalano dei miasmi. E sono state proprio le puzze che, in passato, hanno portato Acea a fare dei controlli sull’infrastruttura.

Il fallimento del Consorzio

Il collettore non è mai stato collaudato e l’intervento in danno che l’allora sindaco Alemanno aveva disposto, non è andato a buon fine. Semplicemente perchè, è stato spiegato nel corso della commissione Lavori Pubblici, il Consorzio Torrino Collinare aveva dichiarato il proprio impegno a risolvere i problemi di progettazione, in sostanza causati dalle contropendenze. Prima dell’intervento è arrivato il fallimento del consorzio. E per alcuni anni la questione è caduta nel dimenticatoio. E lo dimostra anche il fatto che, le ultime videoispezioni, sono state condotte da Acea nel 2008.

L'ultima ispezione ed il timore dei crolli

Le foto dei sopralluoghi effettuati sul collettore, hanno però destato molta impressione. “Vedere quelle foto mi ha spaventato - ha ammesso Vincenzo Maisano, il capogruppo pentastellato del Municipio IX - il problema non è tanto la puzza, quanto la tenuta strutturale”. Le immagini visionate durante la commissione, hanno infatti mostrato, oltre ai liquami stagnanti, ai chiusini aperti, ed ai pozzetti d’ispezione inaccessibili, anche dei distacchi dai solai. “Rischiamo il crollo di un pezzo di strada, bisogna intervenire al più presto” ha concluso il capogruppo grillino. Per farlo però, servirà molto probabilmente una nuova ordinanza sindacale. Questa volta non in danno perchè, appunto, il consorzio che avrebbe dovuto realizzare a regola d’arte l'infrastruttura non c’è più. 

Miasmi in secondo piano

Posto che i miasmi, com’è stato riconosciuto dai tecnici di Acea intervenuti in commissione, e com’è stato sottolineato anche dal Comitato di Quartiere, sono imputabili più al depuratore di Tor di Valle che al collettore, resta il tema di garantirne la sua funzionalità. E, aspetto tutt’altro che secondario, la sua sicurezza. “Il Consorzio non ha fatto il suo lavoro ed ora, molto probabilmente, dovremo cercar di coinvolgere Acea per riuscire a farlo. Significa che le spese per mettere a posto il collettore ricadranno tutte sui cittadini e trovo che questo sia grave” ha riconosciuto la presidente di commissione Alessandra Agnello. Ma, come la stessa pentastallata ha riconosciuto, a questo punto sembra l’unica strada perseguibile. Non tanto per risolvere il problema dei miasmi. Quanto per verificare, innanzitutto, quale sia lo stato di quell’infrastruttura. A 12 anni di distanza dall’ultima videoispezione, è difficile che la situazione sia migliorata.

Interno collettore-2

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