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Sulle rive del Vallerano si coltiva un modello d'integrazione: gli orti solidali

Compie un anno il riuscito esperimento d'inclusione sociale

Sulle rive del fosso Vallerano, tra Decima e Castellaccio, sta prendendo forma un nuovo modello d'inclusione sociale. I protagonisti sono dei migranti che, insieme ai volontari di Pianoterra, da un anno coltivano le sponde inutilizzate del fiume.

Un anno di orti

Anzichè spegnere la classica candelina, l'evento è stato festeggiato sabato 7 aprilecon il taglio di un nastro. Ad incaricarsene sono stati Joseph, il migrante ghanese a cui simbolicamente è stata assegnata l'area, ed ildi rettore di questo progetto, il signor Enzo Foi. Con loro erano presenti decine di persone accorse dai vicini quartieri per non far mancare l'affetto ed il sostegno ad un'iniziativa lodevole

Lo sbocco professionale

"Il nostro progetto – spiega Carlo, tra i volonari del Laboratorio Pianoterra - nato con finalità di integrazione, ha conseguito fino ad oggi dei buoni risultati, proponendo un’immagine positiva e costruttiva dei migranti coinvolti". Il percorso così avviato, necessita di un altro passaggio importante. "Oggi si sta sempre più cercando di completare il processo di integrazione con la ricerca di un' opportunità che approdi ad uno sbocco professionale".

Le capacità mostrate

I migranti, tutti di origine africana, hanno già acquisito una sufficente padronanza della lingua italiana e, sotto la guida di Foi e Joseph, hanno anche "dimostrato un impegno che permetterebbe loro un inserimento come tirocinanti in aziende agricole, di giardinaggio e florovivaistiche" suggerisce il volontario di Pianoterra, il laboratorio dell'associazione A.C.A.P.E.

La reciproca conoscenza

La risposta del territorio, in questo anno di esperienza, è stata positiva. "Siamo in continuo contatto con loro – spiega Maurizio Sapora, presidente del CdQ Decima Torrino – durante questo periodo gli orti sono cresciuti" e l'area di conseguenza è stata ulteriormente bonificata. I vari lotti sono infatti stati ricavati ripulendo una parte delle rive del rio Vallerano. "Come coordinamento solidale – annuncia Sapora – stiamo progettando una giornata da trascorrere con i migranti. L'idea è di fare una passeggiata durante la quale verrà raccontata la storia del quartiere ed al termine di questo percorso, pensavano di farci raccontare la loro storia". L'esperimento d'inclusione prosegue. Resta un nodo da sciogliere: come fare a garantire uno sbocco lavorativo ai migranti impegnati nell'orto.

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