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Stadio della Roma, la delibera approda in municipio IX. Interesse pubblico cercasi

La delibera capitolina sul nuovo stadio, è approdata in Consiglio municipale. Tante le perplessità dei cittadini, i cui rilievi muovono secondo due direttrici: un deficitario iter partecipativo e uno scarso interesse pubblico

La mattinata nel Consiglio municipale è stata segnata dalla discussione della delibera capitolina sullo stadio della Roma. Il documento, passato al vaglio di due commissioni, aveva già alimentato qualche perplessità. Ma gli elementi di criticità, soprattutto in relazione all’interesse pubblico ed alla scarsa partecipazione attivata, sono esplosi nel corso della mattinata anche grazie al contributo offerto dei cittadini presenti.

TRE CRITICHE CONDIVISE - Durante i cinque interventi previsti, si sono alternati al microfono altrettante associazioni che, in tre minuti, hanno dovuto esprimere la propria posizione. Tutte, indistintamente, hanno sollevato tre ordini di questioni. Il fatto che il Municipio si dichiari pronto a votare una delibera, senza  conoscere gli effettivi contenuti del progetto. La scarsa partecipazione attivata ed il discutibile interesse pubblico nella realizzazione dello stadio.

L'UTILITA' PER LO STADIO - “Parliamo di opere che servono allo stadio, dall’allungamento della metro di una fermata a l’ampliamento di due strade, per poche centinaia di metri. La pubblica utilità non c’è – osserva Maurizio Messina, portavoce del Comitato Pendolari Roma Lido – è una foglia di fico che viene utilizzata per dare il via libera ad un milione di metri cubi di palazzi. Come Comitato ci battiamo per la trasformazione della Roma Lido in una metropolitana  - ricorda Messina – ma questa idea di prolungare di una sola fermata la linea B, costituirà senz’altro una pietra tombale rispetto a questo proposito. Infine voglio segnalare che, nonostante da anni siamo un interlocutore riconosciuto da Regione e Comune, nessuno in Municipio si è mai degnato di chiamarci e di informarci su cosa si andrà a realizzare”.

SCARSA TRASPARENZA - Perplessità in ordine alla partecipazione, come anticipato, sono state mosse da tutti i cittadini presenti. Tra questi anche la signora Cristina Lattanzi, portavoce del Comitato Salute Ambiente Eur che ha ricordato come, nonostante le promesse elettorali d'una maggiore trasparenza, “la partecipazione alle commissioni continua ad avvenire sempre e soltanto grazie al fatto che siamo noi ad accorgercene. E non certo perché vi siano delle informazioni al riguardo sul sito”.  A fronte della scarsa condivisione dei documenti tra ente di prossimità e cittadini, la residente è tornata a chiedere “di votare contro la delibera” perché, oltre a dover coinvolgere i cittadini, c’è anche un problema “di scarsità di dati in vostro possesso”.

UN'OCCASIONE IRRIPETIBILE - Votare contro la delibera però, per larga parte della maggioranza municipale, significherebbe perdere un’occasione . “Fermo restando la necessità di non modificare la destinazione d’uso – ci ha spiegato il Capogruppo della Lista Marino Agostino Colapicchioni – siamo difronte ad un’occasione unica per Roma ed il territorio. Quest’ultimo potrà arricchirsi di una fermata della metropolitana ed inoltre verranno eseguite operazioni tendenti ad eliminare, una volta per tutte, il degrado in un’area che non si può combattere soltanto sfalciando l’erba. Il centro direzionale realizzato attraverso palazzi alti, consentirà di non consumare troppo territorio. Ed il centro commerciale, darà lavoro a centinaia di famiglie romane. E sono loro, non tanto ormai i comitati, gli interlocutori con cui doversi relazionare”. Insomma,  l’idea di creare un centro direzionale a Tor di Valle, sembra piacere alla maggioranza. “Bisogna investirci – conclude Colapicchioni – poiché in questo modo, decongestionando il traffico verso il centro, si renderà un servizio, oltre che al territorio, anche a tutta la città”.

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