Torrino Torrino / Viale Città D'Europa

CasaleTorrino Nord, vanificata l’ultima bonifica: è più degradato che mai

La devastazione degli spazi esterni, ha reso inutile l'ultima bonifica di AMA, avvenuta nel febbraio scorso. Intanto dal territorio si torna a chiedere di aprire la struttura ad attività ludico-ricreative

Sono ricomparse tutte le scritte vandaliche che gli operatori dell’AMA avevano cancellato sei mesi fa. Dallo scorso inverno ad oggi, lo stato del Casale di viale Città d’Europa sembra sia addirittura peggiorato. Oltre ai tag che deturpano le facciate della struttura, sembrano  aumentare anche gli altri fenomeni legati al teppismo.

I DANNI - Sul retro del casale, un tappeto di tegole infrante costituisce l’avvisaglia di un danno peggiore. Il tetto della struttura laterale è stato brutalizzato con cura certosina. Scomparse le tegole, è stato facile raggiungere e devastare i foratini della copertura. Risultato: nel tetto è stato fatto un grosso buco di oltre un metro di diametro. L’interno dell’edificio risulta in compenso, grazie alla presenza di pesanti inferriate, appare in buono stato. Tuttavia i vetri di alcune  finestre sono andati in frantumi ed altri sono  stati riempiti di tag. Dunque tra tegole divelte, discendenti per l’acqua piovana rubati e scritte vandaliche, lo spettacolo del casale non è dei migliori.

TUTTO FERMO - Nel mese di maggio, il presidente Santoro aveva spiegato che l’assegnazione della struttura, aveva subito dei rallentamenti . La causa andrebbe ricercata nel fatto  che  “per metà il casale è del Municipio e per metà del Patrimonio capitolino”. Fatti i dovuti sopralluoghi, il Minisindaco aveva poi annunciato che “entro un mese” sarebbe stata nota la cifra “per intervenire e ristrutturarlo”. Tanti interventi, “dal sistema elettrico ai sanitari” che all’epoca si rendevano necessari e che adesso, probabilmente, sono anche aumentati.

L'UTILIZZO DELLA STRUTTURA - Se saranno trovate le risorse per riqualificare il casale, ammesso che il Comune decida di cederlo al Municipio, andrà poi sciolto il nodo del suo utilizzo. Da tempo il Presidente Santoro continua a ripetere di voler usare gli spazi per fare uffici da affittare con la formula del coworking, ma anche per favorire le start-up femminili. Dal territorio invece arrivano altre proposte, come quelle convogliate in un articolato progetto dall’Associazione Culturale ContaminAzioni. Ciclofficina, labororatori artistici, punto ristoro e ritrovo dei GAS, insieme ad una scuola popolare, al pian terreno. Start up e coworking al primo piano, oltre ad una diversa fruizione degli spazi aperti, in grado di ospitare un forno, un'area barbecue, un orto didattico e dei playground sportivi. Tutto questo per far tornare quel “posto magico, immerso nel verde – leggiamo nella presentazione del progetto - alla sua vocazione naturale: quello di essere destinato per attività ludico-ricreative-culturali”.

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