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Alberi tagliati nella Riserva. Foto del Comitato Amici di Decima Malafede

Alberi tagliati nella Riserva. Foto del Comitato Amici di Decima Malafede

Decima Malafede, autorizzato il taglio di un altro bosco nella riserva naturale

Concesso il via libera all'abbattimento di alberi, vicino Castel Romano. L'area interessata dai tagli è di 8 ettari

Nella Riserva di Decima Malafede è previsto il taglio di un altro bosco. Oltre all’abbattimento di frassini e querce, già avvenuto vicino Trigoria, è stato concesso il nulla osta ad un altro intervento.

Il prossimo intervento

Le motoseghe dovranno entrare in funzione, per la seconda volta nel giro di pochi anni, a ridosso di Castel Romano , in località conosciuta con il nome di “Caccia Nobile”. Roma Natura ha infatti concesso il nulla osta, nell’agosto del 2020, anche per questo progetto “di utilizzazione forestale per il taglio di fine turno del bosco ceduo”. 

Il bosco da tagliare

L’area che è interessata dall’operazione è di proprietà privata e si sviluppa su circa 8 ettari. E' caratterizzata dalla presenza di alberi, soprattutto querce caducifoglie, “con età prevalente di trenta anni”. Un bosco ceduo, cresciuto col fine di essere tagliato per ricavarne del legname. Il nulla osta preserva comunque gli alberi il cui tronco ha un diametro superiore ai 50 centimetri e tutte le querce da sughero che sono presenti. 

Autorizzazioni e tutele

Per quanto riguarda l’intervento già eseguito vicino a Trigoria, sempre nel perimetro della Riserva, sono arrivate delle precisazioni da parte di Maurizio Gubbiotti, il presidente di RomaNatura, l’ente regionale che gestisce l’area. “Il nostro nulla osta - ha dichiarato Gubbiotti - e’ un atto strumentale e propedeutico all’autorizzazione al taglio fatta dalla Città Metropolitana il 29/10/2019”. Una precisazione importante, sul piano temporale, perchè significa che “l’autorizzazione, ottenuta prima dell’approvazione del piano di assetto, ne consente l’utilizzo a pieno titolo”.

Inoltre, ha rimarcato il presidente dell'ente regionale, i guardiaparco di RomaNatura “sono costantemente impegnati in sopralluoghi per verificare la conformità dei lavori. Va sottolineato - ha inoltre precisato Gubbiotti -che il periodo dei tagli non ha sostanzialmente interferito con la stagione della nidificazione che, anche a seguito dei recenti ‘ritorni di freddo’, non ha consentito all’avifauna di intraprendere con successo la fase riproduttiva”.

La soluzione alternativa: gli indennizzi

Resta però il tema che Marco Antonini, l’assessore all’Ambiente del Municipio IX, il territorio al cui interno ricade il parco, aveva precedentemente sollevato e che è tornato a ribadire. “E’ possibile indennizzare i proprietari che rinunciano al taglio degli alberi, anziché concedere i continui nulla osta”. I fondi in questo caso dovrebbe metterli Roma Natura e, quindi, la Regione Lazio. Come del resto è già avvenuto in passato quando, per salvare la foresta di Capocotta, l’ente ha affittato i terreni su cui erano previsti gli abbattimenti. Una pratica replicabile che potrebbe consentire di salvare i boschi della riserva naturale più grande di Roma.

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