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Punti verde qualità, Spinaceto ripensa la Città del Rugby: spazio ad artigiani e laboratori

Nell’ambito della manifestazione d’interessi che il Comune ha indetto sul PVQ di Spinaceto, il Comitato di Quartiere ha lanciato la propria proposta: “Favorevoli al completamento della pista del ghiaccio, ma niente rugby”

Laboratori artigiani, attività sportive e negozi di prossimità. E’ questa la formula attraverso cui i cittadini di Spinaceto vorrebbero sanare la ferita del Punto Verde Qualità realizzato in via Renzini.

Le intenzioni del Comune

Sono circa 300mila i metri quadrati da riqualificare. Si trovano a ridosso del Parco Campagna, in un’area che sorge a pochi metri dalle abitazioni e dal liceo classico Plauto. E’ ciò che resta del progetto, mai avviato, della Città del Rugby. Un punto verde qualità su cui l’amministrazione grillina, seppure in maniera discutibile per le modalità scelte, sta provando a riaccendere i riflettori.

A fine Giugno la Sindaca ha annunciato una manifestazione d’interessi che sta per scadere. A cittadini, comitati ed aziende è stata data la possibilità di avanzare delle proposte in vista di un successivo bando di gara. Si tratta di idee non vincolanti ma utili per tastare il polso del territorio e del mercato. Un primo passo dopo anni d’immobilismo che hanno portato quell’area all’estremo degrado, esponendola anche a delle occupazioni. In quello spazio sono infatti  dove sono presenti una foresteria, un palazzo destinato al pattinaggio, delle gradinate ed alcuni campi da gioco.

Gli impianti sportivi

“Abbiamo incontrato il Dipartimento Patrimonio che è titolare della Gestione dei Punti Verde Qualità -ha fatto sapere Guido Basso, presidente del Comitato di Quartiere, ed abbiamo formulato le nostre proposte. Vorremmo una Pista del Ghiaccio perché lì, prima del Punto Verde era presente una tensostruttura che assolveva a questa funzione e che aveva avuto molto successo. Invece pensiamo che, il campo da rugby, realizzato in misura non regolamentare, sia sostituito da due campi da calcetto ed al posto delle due piscine piccole che vi erano previste, che ne sia realizzata una di dimensioni più grandi”.

Laboratori ed botteghe artigiane

La proposta più innovativa riguarda però l’utilizzo della foresteria. Lì a Spinaceto era previsto una sorta di albergo per gli atleti del pattinaggio e del rugby, cui il PVQ doveva essere destinato. E’ stata realizzata e mai collaudata. “Pensiamo che quella struttura possa essere trasformata, ospitando laboratori, attività commerciali legate alle varie discipline sportive e dei negozi da assegnare agli artigiani”.  Un cambiamento significativo, in linea con degli esercizi commerciali di prossimità. “Abbiamo infine proposto di ripensare la mobilità, a partire dall’utilizzo del parcheggio del PVQ che oggi viene utilizzato solo dagli occupanti. Bisogna decongestionare via Renzini e renderlo pubblico”. Ne gioverebbero anche gli insegnanti e gli studenti del vicino liceo Plauto.

Restituire ai cittadini gli spazi abbandonati

“I Punti verde qualità sono stati per troppi anni un’occasione persa per l’Amministrazione capitolina e per la città in termini di servizi, strutture e opportunità di lavoro”  aveva dichiarato la Sindaca, annunciando la manifestazione d’interessi per la Città del Rugby. Nell’occasione, aveva affermato l’intenzione di  “Restituire ai cittadini spazi a lungo abbandonati,  riqualificandoli per creare nuove occasioni di sviluppo soprattutto nelle periferie”. Dal quartiere sono appena state formulate delle proposte. In vista del futuro bando, sarà il caso di prenderle in considerazione.

Cosa sono i Punti Verde Qualità

I Pvq sono aree verdi di proprietà di Roma Capitale, che l'amministrazione ha lasciato in concessione ai privati, senza alcun bando di gara, per trentatre anni. Gli imprenditori, in cambio della manutenzione del verde, potevano così avviare delle attività commerciali. Per farle partire, queste società private- spesso con solo 10mila euro di capitale sociale - hanno potuto disporre di prestiti milionari. II Comune infatti si è impegnato con due istituti di credito, garantendo il 95% degli importi necessari per realizzare tali impianti.  Complessivamente l'operazione, condotta a cavallo delle amministrazioni Veltroni e Alemanno, ha portato il Comune di Roma a concedere fidejussioni per oltre 390 milioni di euro. Un investimento fallimentare che ha creato un debito monstre il cui investimento, nel caso del PVQ Città del Rugby, è sotto gli occhi di tutti.
 

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