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Nessun trasferimento: restano nell'hotel di Roma sud i profughi ucraini

Le 165 persone che si trovano al Mercure da inizio marzo erano destinate ad altre strutture anche fuori dal Lazio. Ora un progetto li salva

Non se ne andrà nessuno dei 165 ucraini ospitati dall'hotel Mercure West di Spinaceto. La notizia arriva il 17 gennaio, dopo oltre una settimana di trattative e di corsa contro il tempo che ha visto protagonista il IX municipio, la Protezione Civile del Lazio e la stessa direzione dell'albergo. 

La notizia del trasferimento dall'hotel Mercure

Subito dopo Natale la Protezione Civile regionale si era presentata nell'hotel di Spinaceto spiegando che era conclusa la fase 1 di accoglienza, cioè quella nelle strutture ricettive. Dal 1° gennaio sarebbe iniziata la fase 2, quella della dislocazione in altre strutture, in centri di accoglienza e famiglie. La prospettiva, però, era quella di finire molto lontano dal quartiere che in 10 mesi ha accolto e aiutato ad integrarsi oltre 160 persone, soprattutto mamme sole con i loro figli minori. Tutti vanno a scuola, imparano l'italiano, cercano (e trovano) un lavoro. Il loro futuro, fino a pochi giorni fa, sarebbe stato per lo più in Campania. 

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La task force per salvare 165 persone 

Adesso però, grazie ad un lavoro di squadra che ha coinvolto non solo le istituzioni ma anche l'associazione "Donne for Peace" e la dirigenza dell'hotel Mercure West, è stato firmato un progetto di accoglienza e integrazione che risponde ai requisiti richiesti dal ministero dell'Interno affinché strutture ricettive continuino ad ospitare profughi. "Siamo molto contente che le persone profughe dall’Ucraina ospitate presso l’Hotel Mercure di Spinaceto possano continuare li la loro permanenza - fanno sapere la presidente del IX, Titti Di Salvo e l'assessora alle politiche sociali Luisa Laurelli - . Dal loro arrivo è scattata nel territorio una straordinaria gara di solidarietà, sia spontanea sia organizzata dal coordinamento delle associazioni 'Innove', promosso dall'istituzione municipale. Le bambine e i bambini hanno trovato nelle scuole del territorio insegnanti molto accoglienti e disponibili, molte persone hanno oggi lavori regolari". 

"Siamo veramente contente di aver completato il progetto"

Un percorso che non poteva essere interrotto sul più bello. "Come istituzione abbiamo lavorato con la Protezione civile regionale, l’assessorato alle politiche sociali del Campidoglio, l’associazione Donne for Peace e la proprietà dell’hotel per costruire un progetto di accoglienza  - fanno sapere - con i requisiti e i servizi previsti per il sistema di accoglienza diffusa. Siamo veramente contente che oggi il progetto sia stato completato e firmato da tutti i soggetti competenti.  Un successo della comunità solidale del nostro municipio". 

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