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Punti Verde Qualità: i concessionari chiedono la testa dell'assessore Estella Marino

Esposti gli elementi che rendono particolarmente critica la gestione dei PVQ. I concessionari hanno avanzato le loro proposte, a fronte della quale è scattato un ultimatum: "L'assessore Marino batta un colpo. Altrimenti si dimetta"

La voragine generata dalla gestione dei Punti Verde Qualità spaventa tutti.  L'idea di affidare ai privati la manutenzione di aree verdi pubbliche, in cambio di investimenti per la cui realizzazione il Comune si faceva garante, è nota. Gli esiti invece, stanno formalmente  venendo alla luce solo più recentemente. Trecento diciannove milioni di euro che i concessionari, stando ai dati del luglio 2013, devono restituire alle banche. Soldi garantiti da Roma Capitale dalle cui casse sono previste uscite enormi: quasi venti milioni di euro, solo per il 2013. Un buco nero senza fine, di cui è difficile individuare le responsabilità. Mentre i concessionari, lamentando l’assenza di un'interlocuzione istituzionale, iniziano a  chiedere la testa dell’Assessore Estella Marino.

MANCA L’INTERLOCUTORE - Ma andiamo con ordine. Nella mattina l’Associazione assegnatari dei Punti Verde Qualità ha indetto una conferenza stampa. Nel corso dell’appuntamento, il Presidente Orlando Galimberti, concessionario di un PVQ ad Ostia, ha esposto una serie di perplessità. In primis “l’assenza di un interlocutore: il concessionario – ha spiegato – ha bisogno di un’interfaccia: il responsabile unico del progetto. Prima ce n’era uno, poi è stato arrestato. Gliene sono succeduti molti ed ora non c’è più nessuno”. Il problema ha delle ripercussioni serie. “Ci sono cantieri che non vanno avanti perché mancano anche autorizzazioni che invece, concedere, dovrebbe essere di ordinaria amministrazione”.

LA METAFORA CALCISTICA - Da un piano meramente tecnico ad uno più squisitamente istituzionale, i concessionari hanno evidenziato “l’assenza di una regia politica. Non si capisce il ruolo dell’Assessore Estella Marino. Ma quando un allenatore di calcio sbaglia a scegliere i giocatori – ha fatto notare il presidente dell’ Associazione Assegnatari PVQ – poi deve assumerne le conseguenze”.

RISCHI E CERTEZZE - La questione calda, che rischia di produrre uno tsunami nelle casse già provate del Campidoglio, è quella delle escussioni. Ci sono delle concessioni per le quali, Roma Capitale, sta già pagando le rate del mutuo garantito presso le banche. Per Galimberti, le responsabilità in questo caso sono state ampie. “Non c’è nessuno che in Consiglio Municipale, verbali alla mano, abbia recentemente posto il tema di come mitigare questo rischio. L’organo revisore del Comune parla di 20 milioni di euro. E non si fa nulla per impedire che, quello che è un rischio, si trasformi in una certezza”.

COME USCIRNE - Sul piano delle proposte, le ricette dei concessionari hanno il dono della chiarezza. "Vanno rivisti i piani economici: li abbiamo fatti nel 2000". Nel frattempo sono state costruite piscine ed impianti sportivi che sono entrati in concorrenza con molte strutture previste per i PVQ. Poi “vanno allungati i mutui. Quest’operazione ha un costo, ma è meglio spendere, per ipotesi, 20 milioni di euro che doverne buttare poi 200”. Inoltre serve “una delibera quadro che faccia pulizia delle normative tecnico urbanistiche perché i PVQ sono ancora fermi al 1995. Nel frattempo – ha ricordato il Presidente dei concessionari –sono state  approvate altre normative  che noi non possiamo applicare perché la delibera del ‘95 non le prevedeva”.

DIRITTO DI SUPERFICIE - In ultimo, è stata sollevata la questione relativa al diritto di superficie. Uno strumento che può tornare utile. “Laddove il Comune ha pagato le banche per un PVQ escusso, fare un bando con il diritto di superficie  - ha chiarito il Presidente dei concessionari PVQ – potrebbe attirare l’investitore. In cambio, potrebbe farsi carico di restituire i soldi che il Comune ha già versato”.  

LE DIMISSIONI - Tante le opzioni messe sul piatto dai concessionari. Molte le proposte che, a fronte di un debito da capogiro, potrebbero essere vagliate dalla politica. “Noi – ha concluso la conferenza stampa Galimberti – per esser chiari,  facciamo un ultimo appello all’Assessore Marino affinchè batta un colpo. In caso contrario, le dimissioni sono la necessaria conseguenza del suo essersi messa in disparte”.

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