Spinaceto Spinaceto / Via Salvatore Lorizzo

Spinaceto, appartamento Ater occupato da sinti: liberato e consegnato agli assegnatari

L'appartamento è stato consegnato ai legittimi assegnatari

Dopo la vicenda della famiglia d'origine nigeriana, che al sesto tentativo è riuscita ad entrare nell'alloggio assegnatole, si registra un altro episodio. Anche in questo caso, la storia si è conclusa con un lieto fine. Ma a prescindere dall'epilogo, si segnala un problema che, dal Trullo a San Basilio, riguarda la gestione del patrimonio dell'ex IACP.

Il ricorso alle forze dell'ordine

Sono 50mila gli alloggi che Ater di Roma, vanta nel proprio patrimonio. Tra morosi ed occupanti abusivi, dire che ne gestisce altrettanti, sarebbe fuorviante. A Spinaceto infatti, come a Tor Marancia nel caso della famiglia nigeriana, l'appartamento è stato consegnato solo grazie “ad una sinergia con le forze dell'ordine e le istituzioni”. Nell'alloggio si trovava una delle tante famiglie sinti che, in via Salvatore Lorizzo, hanno preso dimora. Ovviamente, nel caso di specie, senza averne alcun titolo.

Il fenomeno delle occupazioni

E' passato un anno esatto, da quando l'allora Commissario straordinario di Ater Tamburino, aveva lanciato un messaggio allarmante. Ricevuto in una commissione della Regione Lazio, Tamburino aveva spiegato quali erano le principali problematiche dell'azienda. Da una parte il disordine amministrativo, dall'altra il fenomeno delle occupazioni.  Su migliaia di casi "solo una parte marginale è costituita da episodi spontanei, mentre la gran parte  – secondo il Commissario dell’Ater Roma  – è gestita da organizzazioni che usano metodi intimidatori e assoggettamento basato sulla paura comprovata da fatti pubblici come minacce e gambizzazioni". C'è poco da stare allegri.

La gestione del clan mafioso

Secondo la nota diffusa dal consiglio regionale del Lazio il 18 novembre del 2016, la situazione descritta era "comprovata anche dalla scoperta di circa 30-40 alloggi nelle zone di Spinaceto, Casilino e Torre Gaia  che  sono ascrivibili ad un noto clan mafioso della Capitale”. A Spinaceto però, almeno questa volta, ha vinto la legalità. E la famiglia che ne aveva diritto, ha preso possesso della casa che gli era stata legittimamente assegnata.

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