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Spinaceto:sequestrati gli appartamenti in housing sociale di via A.Sante Bastiani

Dalla denuncia di alcuni residenti di Spinaceto, parte un'inchiesta che sta coinvolgendo molti immobili presenti nella città. Complessivamente la Guardia di Finanza ha già sequestrato 326 alloggi

Il Piano di Zona Spinaceto Due, riguarda un quadrante davvero poco noto, tra gli abitanti del circondario.

SPINACETO DUE - Si tratta, di una serie di abitazioni costruite dietro via Butera, la strada parallela a via di Mezzocammino, nemmeno a cento metri dal nuovo mercato. Qui, tra i quartieri di Casal Brunori e Villaggio Azzurro, negli ultimi anni sono state realizzate  una serie di abitazioni, principalmente su via Angelo Sante Bastiani, che da oggi hanno acquisito una popolarità inaspettata.

LA SEGNALAZIONE DEGLI INQUILINI - A darcene conto è Angelo Fascetti, tra i portavoce di ASIA/USB, il sindacato di base che sta seguendo anche la vicenda legata agli sfratti degli ex Enti Previdenziali. “Si sono rivolti a noi gli inquilini che abitano in queste case  di Spinaceto – ci spiega Fascetti, raggiunto telefonicamente - che dovevano essere destinate all’housing sociale, con prezzi che dovevano aggirarsi sulle 350/400 euro al mese. Invece gli inquilini pagavano anche fino a 1000 euro al mese di affitto”.

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IL MECCANISMO - La vicenda, è presto raccontata. Per quanto riguarda Spinaceto, chiariamo subito che “si trattava di finanziamenti ad un canone permanente” ma c’è anche un’altra tipologia di locazione, poiché in totale “si parla di 2000 alloggi, che non riguardano solo Spinaceto – chiarisce Fascetti – in questo piano, infatti, sono previsti alloggi ad affitto permanente ed alloggi finalizzati al riscatto dopo un certo numero di anni”. In sostanza “alla base di questo meccanismo, è la costituzione, una volta realizzato l’alloggio, di un prezzo massimo di gestione al quale le società costruttrici non hanno tolto il finanziamento pubblico. Alla fine il finanziamento pubblico è andato ad agevolare le casse degli imprenditori e non quelle degli inquilini”.

I FINANZIAMENTI PUBBLICI - Per capire meglio il meccanismo, e quello che eventualmente, stando alle segnalazioni rese dagli inquilini, non ha funzionato, vale la pena di approfondire ulteriormente. “Il punto di caduta di questo meccanismo, condiviso da tutte le cooperative – sottolinea il sindacalista di base - era la costituzione di un prezzo massimo di cessione. Il meccanismo di finanziamento di questi piani, era esattamente questo: il comune metteva a disposizione, gratuitamente, gli alloggi alle cooperative. La Regione dava i finanziamenti dal 50 fino al 100% che poi venivano restituiti, la metà dal 31esimo anno in poi, l’altra metà era a fondo perduto. Tutto questo perché venissero costruite delle case assegnate agli inquilini che avessero le stesse caratteristiche di quelli che stanno nelle case popolari”.

L'INCHIESTA ED IL 'SISTEMA' - Ma, secondo la denuncia presentata da ASIA/USB su segnalazione dei residenti di Spinaceto, tutto ciò non sarebbe avvenuto. “Noi speriamo che quest’inchiesta sia solo l’inizio e sia utile a far cadere questo sistema, che aggrava la condizione di emergenza abitativa che caratterizza questa città. La Regione Lazio ha finanziato, negli ultimi anni, 140milioni, dati tutte a queste forme qui – ovvero di housing sociale -  per cui se andiamo ad indagare su tutti questi finanziamenti – conclude Fascetti - forse scopriremo qualcosa di interessante”.

IL PARADOSSO - Se così fosse, sarebbe anche un po’ paradossale che, una zona di Spinaceto, poco nota anche ai residenti, sia stata utile a svelare un meccanismo diffuso a macchia di leopardo in tutta la Capitale. E per finanziare il quale, sono stati spesi tanti soldi pubblici, senza produrre, almeno così sembra, alcun beneficio per gli inquilini che li abitano. Una nota a margine. Il sequestro della Guardia di Finanza, è stato comunque teso a garantire gli inquilini, che si presume siano vittima del citato 'sistema',pertanto è stato disposto l'affidamento in uso degli alloggi ai rispettivi assegnatari.
 

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