Martedì, 28 Settembre 2021
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Tor de' Cenci: valutazioni a caldo sullo stop agli sgomberi

A poche ore dalla sentenza del TAR che sospende l'ordinanza di sgombero del Sindaco, arrivano le prime reazioni e mentre il Pd attacca, il CdQ resta cauto

E' il secondo stop nel giro di poche settimane. Dopo la sentenza del Tribunale Civile di Roma che, accogliendo le istanze espresse dal mondo associativo (21 luglio  e Asgi)  aveva ingiunto al Comune di fermare i trasferimenti, adesso arriva anche la sentenza del TAR. E, nuovamente, si blocca l'iter che avrebbe consentito l'evacuazione, prevista per domani, del Campo Nomadi di Tor de' Cenci. L'ordinanza del Sindaco, dunque, che avrebbe voluto far sgomberare gli ultimi 120 Rom dalla borgata sulla Pontina entro martedì 28 agosto, non è più valida.

LE CONSIDERAZIONI POLITICHE. "L’ordinanza del Tar che sospende lo sgombero del campo nomadi di Tor de’ Cenci dimostra per l’ennesimavolta il fallimento, su tutta la linea, della giunta Alemanno. Sono più di quattro anni che promettono lo sgombero di Tor de’ Cenci. In quattro anni non solo non lo hanno sgomberato, ma non hanno speso un centesimo di euro per garantire il controllo e la sicurezza di quel campo, creando un clima di tensione senzaprecedenti”dichiara a caldo Andrea Santoro, coordinatore del Pd delMunicipio XII.“La verità – prosegue il Consigliere Santoro- è che la destra che governa Roma e il Municipio XII è fatta da dilettanti allo sbaraglio e che su Tor de’ Cenci sta dando il peggio di se facendo pagare un prezzo altissimo ai cittadini del quartiere ed ai residenti del campo". Ed a proposito di costi, la Comunità di Sant'Egidio ha sottolineato, attraverso un comunicato diramato in giornata, " come fosse più utile e meno costoso riqualificare il campo attrezzato piuttosto che sgomberarlo e distruggerne le attrezzature", cosa che, di fatto, pare proprio che sia avvenuta (soprattutto per quanto riguarda decine di container).
 

LA CAUTELA DEL COMITATO DI QUARTIERE. Interpellato su questa seconda sentenza, Guido Basso, Presidente del Comitato di Quartiere, preferisce mantenere bassi i toni "vogliamo vedere cosa c'è scritto nelle sentenze, prima di esprimere valutazioni. Dire che devono esser lasciati lì, come mi hanno riferito, ed affermare che il campo vada ripristinato, non mi sembra una decisione che possa prendere la magistratura, poichè in tal caso si verificherebbe un'ingerenza, un'invasione di campo nei confronti della politica. Ma, ripeto, prima di sbilanciarmi, preferisco leggere le carte. Come anche - conclude il Presidente del CdQ Spinaceto Tor de' Cenci - per la precedente sentenza del Tribunale Civile di Roma che, nonostante l'abbia cercata, ancora non sono riuscito a trovare".

SCENARI POSSIBILI. A questo punto, stante il fatto che nel Campo Nomadi sono rimaste oltre un centinaio di persone, bisognerà chiarire, con loro e con i residenti della borgata, quali saranno le mosse da compiere. Poichè ad oggi, non si comprende se è effettivamente previsto, come sostiene la Comunità di Sant'Egidio, "il dovere dell'amministrazione di adottare tutte le misure idonee a ripristinare, almeno temporaneamente, adeguate condizioni igienico-sanitarie nel Campo Nomadi e nelle aree circostanti“. Se ci saranno dei contro trasferimenti, visto che la sentenza del Tribunale di Roma considerava discriminatori i Campi attrezzati solo per singoli gruppi etnici, come vale per quasi tutti quelli esistenti. O se, invece, le cose rimarranno come sono, con un Campo semi svuotato, distrutto, e fuori controllo. Ma a questo punto, sarà il caso di seguire l'esempio del Comitato di Quartiere, recuperando le sentenze, e ragionando, a mente fredda, sulle prescrizioni che vi sono contenute.

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