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Spinaceto, Camelot Him: “Abbiamo ancora 2mila kg di derrate alimentari da distribuire”

L'Associazione di Protezione Civile, cui viene chiesto di liberare l'Urban Center, racconta la propria esperienza a Spinaceto, e conclude: "Siamo disposti anche a lavorare in un'altra sede. Inoltre, il coordinamento di Protezione Civile, noi sono anni che lo proponiamo"

Camelot Him è un’associazione di Protezione Civile, che fa parte del Coordinamento Prociv Arci. Da circa due anni è presente nel territorio municipale, avendo ricevuto l’assegnazione di alcuni spazi presso l’Urban Center di Largo Cannella, in zona Spinaceto.

Camelot Him aveva ottenuto l’assegnazione di quei locali, per farvi cosa?
Nel novembre del 2011, attraverso una convenzione stipulata con i servizi sociali dell’allora municipio XII, ci sono stati assegnati dei locali di Largo Cannella  per aprire uno sportello di contrasto alla povertà.  Sulla base di alcuni parametri ben precisi: innanzitutto la selezione delle persone che in forma anonima venivano a fare rifornimento di derrate alimentati, era realizzata dai servizi sociali. Il secondo parametro era che noi mettessimo a disposizione le nostre quattro convenzioni che abbiamo con la fondazione Banco Alimentare e sono nello specifico ‘aiuti comunitari secco’, ‘aiuti comunitari fresco’,  ‘eccedenze industriali’ ed il ‘progetto Siti Cibo’ che nel febbraio 2010 ha lanciato l’assessorato ai Servizi Sociali del Comune, nella persona di Sveva Belviso. Quest’ultimo consisteva nella raccolta di derrate alimentari in eccedenza e/o in scadenza presso le piattaforme logistiche sul territorio.

Parliamo un po’ di numeri e statistiche?
Sì. Allora diciamo subito che abbiamo iniziato il 23 novembre del 2011, cominciando con 24 famiglie e distribuendo 240 kg di derrate alimentari a settimana, per arrivare ad un picco di circa 100 famiglie con quasi 1700 kg distribuiti, sempre a settimana.

Cosa vi ha messo a disposizione il Municipio?
Una parte dell’attuale o ex Urban Center. La parte dove c’è il salone l’abbiamo dovuta lasciare libera. Ci sono invece stati assegnati gli uffici, con il patto sottointeso che comunque ci fosse anche un presidio di Protezione Civile. Sottointeso ma non formalizzato.

Questo è il motivo per cui avete preso possesso anche di un’altra sala?
No, l’altra sala è stata presa per un altro motivo. E’ stata un’occupazione autorizzata. A febbraio di quest’anno, durante una delle attivazioni che abbiamo avuto da parte di Roma Capitale, alla quale hanno partecipato anche i gruppi con i quali collaboriamo, ci siamo ritrovati a far ritorno a Spinaceto di sera. Ed in quell’occasione abbiamo trovato che  il salone dell’Urban Center era stato occupato da 4 famiglie di extracomunitari. E’ stato effettuato lo sgombero da parte dei vigili urbani e dei servizi sociali per ben due volte e ci è stato chiesto, da Maurizio Cuoci e da Pasquale Calzetta, di metterlo in sicurezza. Ovvero cercare di occupare le entrate di quel locale con dei materiali, per evitare che venissero sfondate di nuovo.

Senza alcun atto formale?
Esattamente.

Poi succede che circa un mese fa l’associazione riceve una lettera dal nuovo Municipio IX per sollecitare lo sgombero dei locali da destinare al progetto dei ragazzi del muretto. Si fa riferimento anche ad un precedente incontro. Cosa vi siete detti in quell’occasione?
In quell’occasione ci era stato chiesto di lasciare subito i locali che avevamo messo in sicurezza e l’altra parte (quella regolarmente assegnata nda) in quanto la convenzione era scaduta il 30 di giugno.

Voi avete ancora del materiale nella sede assegnata?
Sì, perché nonostante la convenzione fosse scaduta, abbiamo continuato ad operare e pertanto abbiamo continuato a distribuire le derrate alimentari che mensilmente ci venivano assegnate dalla Fondazione: sia a luglio che a settembre abbiamo continuato a chiamare i servizi sociali e loro a mandarci le famiglie. Noi abbiamo ancora delle scorte alimentari  e parliamo di circa 2000 kg di roba.

Il Presidente Santoro ha dichiarato, nel corso di una recente intervista rilasciataci,  che vorrebbe liberare l’Urban Center dalla presenza di un’associazione che fa parte della Protezione Civile, verosimilmente la vostra, per metterci un presidio con altre realtà sempre della Protezione Civile.

Lo abbiamo letto anche noi. Abbiamo tentato di avere, appena si è insediata la Giunta, un incontro con il Presidente, anche perché mi sembrava molto corretto farlo visto  che siamo ospiti in uno stabile del Comune. Quest’appuntamento però non ci è mai stato concesso. Tuttavia abbiamo incontrato, il 20 di agosto, il Vice Presidente Stazi. Durante quell’appuntamento, per due ore abbiamo più volte ribadito il proposito di realizzare un coordinamento territoriale. A valle c’è il progetto di costituire una Consulta delle associazioni della Protezione Civile per farvi un presidio: di fatto, in questo momento è obbligatorio che  tutte le istituzioni presenti sul territorio nazionale, ne abbiano uno.

Come si è concluso l’incontro?
Ci è stato assicurato che in capo a 10 gg ci sarebbe stato un secondo appuntamento, con la convocazione delle associazioni di Protezione Civile presenti sul territorio, per dare avvio alla Consulta e far partire il progetto che avevamo già presentato 3 anni prima anche alla Giunta Calzetta. Questo secondo incontro non si è più svolto.
 

Nell’attuale presidio che il Presidente Santoro è intenzionato a realizzare, sembra di capire che Camelot Him non ci sarà. A voi invece farebbe piacere farne parte?
Ovviamente sì, perché la nostra associazione ha tutte le carte in regola, e non solo come titoli cartecei, ma come effettive attività realizzate sia a livello nazionale che locale.
 

Realizzare un presidio di protezione civile, necessariamente comporta il fatto di farlo all’interno dell’Urban Center, oppure l’Associazione Camelot Him sarebbe disposta a provare anche altri locali, chiaramente se si rivelassero più adatti?
Questo non è assolutamente un problema, anzi. I locali dell’Urban Center per un presidio di Protezione Civile, non sono i più adatti, in quanto non hanno parcheggi, né magazzini né le strutture logistiche che potrebbero esserci utili. Altri locali, come le scuole non più uitilizzate, potrebbero essere indicate.

Qualora questi luoghi vi fossero ma andassero risistemati, perché in disuso da tempo, l’associazione  Camelot Him si metterebbe a disposizione insieme a tutte le altre che andrebbero a comporre un coordinamento di Protezione Civile, e se necessario con il supporto delle realtà territoriali, per la sistemazione di questi spazi?

Questa disponibilità noi l’abbiamo sempre dichiarata, anche quando ci era stato detto che i famosi 1000 mq dell’ex teatro abbandonato di Largo Cannella, ci venivano messi a disposizione attraverso il dipartimento di Roma Capitale della Protezione Civile.  Già all’epoca avevamo dato la disponibilità a farlo. E potrebbe anche essere più adatto dell’attuale Urban Center.

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