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Il diluvio tra autopompe e pick-up, “siamo stanchi e…spompati”

Con due mute, altrettanti pick-up e undici volontari effettivi l'Associazione CAMELOT-Him della Prociv Arci è intervenuta in decine di operazione. Gentile: "Abbiamo dormito 4 ore, mantenendo un servizio h48"

I continui forti rovesci degli ultimi giorni, hanno messo alla prova la macchina organizzativa di Roma Capitale. Ed hanno costituito l’ennesimo banco di prova per molte realtà di volontari, che operano nell’ambito della Protezione Civile. Tra queste l’Associazioen Camelot-Him, di stanza a Spinaceto, nei locali dell’Urban Center.

SEMPRE OPERATIVI - Quarantotto ore di seguito d’interventi. “Abbiamo dormito con le brandine nel salone dell’Urban Center di Largo Cannella. Anche se dire dormire è un parolone. Diciamo che abbiamo riposato al massimo 4 ore nella ultime due giornate”. Tanti uomini al servizio del territorio. Ben oltre i confini di quello municipale. “Abbiamo cominciato venerdì alle 9 ed abbiamo finito lunedì mattina alle 5. Siamo un po’ spompati, ma abbiamo risposto a parecchi interventi, coordinati dalla nostra squadra logistica, composta da 3 persone e da due squadre operative tecniche, con quattro volontari ciascuna”.

LE OPERAZIONI - Chiamati dalla Provincia e da Roma Capitale, Camelot Him ha messo a segno operazioni nel territorio governato da Andrea Santoro, con tre interventi in zona Eur. Ma anche in altri quartieri di Roma Sud. “Abbiamo eseguito complessivamente 14 interventi, tra Ostia Antica, Acilia Dragoncello, Piana del Sole, Infernetto  ed anche su via Aurelia. Ognuno è durato tra le 4 e le sei ore - ci spiega Ugo Gentile, Presidente di Camelot Him - L’intervento più lungo lo abbiamo eseguito a Dragoncello, dove abbiamo iniziato ad operare alle 18 di venerdì per finire sabato mattina alle 8. Ad Ostia Antica, invece, abbiamo dovuto affrontare il caso più brutto, con le tramezzature tra una villetta e l’altra che erano saltate. Tra l’altro con le fognature bloccate ed i canali pieni, non sapevamo dove buttare l’acqua. Ma alla fine ci siamo riusciti anche se spesso abbiamo dovuto indossare persino la muta: l’acqua era alta un metro e quaranta. Ora, sul serio, siamo un po’ spompati”.

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