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Eur, alle spalle di Gandhi c'è un tappeto di preservativi: "Basta tolleranza"

Dietro la statua di Gandhi regna indisturbato il fenomeno della prostituzione. Lampariello: "Hanno ripulito, ma dopo poche ore nell'area sono tornati i preservativi"

Il fenomeno della prostituzione nelle strade dell’Eur continua ad essere profondamente radicato. Le tracce dell’attività che le meretrici svolgono all’interno del Pentagono, si possono rilevare con estrema facilità. Sono praticamente ovunque. Sotto le finestre delle abitazioni ed addirittura, come recentemente dimostrato, nell’area giochi del laghetto dell’Eur.

Alle spalle di Gandhi

Decine di preservativi ed altrettanti fazzoletti, sono stati rinvenuti a poca distanza dalla Basilica di San Pietro e Paolo. Per l’esattezza, il ritrovamento questa volta è avvenuto alle spalle della statua dedicata a Gandhi, all’interno quindi dell’omonima piazza. Evidentemente la mole della scultura, offre un riparo sicuro ai clienti delle prostitute che, nella zona,hanno creato l'ennesima alcova.

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Un degrado invincibile

Dietro alla statua dedicata al simbolo della non violenza, ancora una volta vicino agli appartamenti di viale Tupini, si continuano quindi a consumare le notti libertine. La prova, fornita da un video girato dagli attivisti dell’associazione Ripartiamo dall’Eur è eloquente. "Le immagini sono state giarte domenica 16, le foto invece le abbiamo scattate lunedì pomeriggio e dimostrano che, evidentemente, sono passati a pulire – osserva Paolo Lampariello, presidente di Ripartiamo dall'Eur – i fazzoletti sono spariti, mentre si osserva comunque qualche preservativo. Devono essere tornati all’azione. E questo significa che l’area, dopo l’intervento dell’Ama, è rimasta pulita solo per poche ore".

Basta tolleranza

"Non è possibile proseguire così - valuta Lampariello - Gandhi è stato un esempio di pace e tolleranza, ma noi non ne possiamo più. Questo scenario è paradossale e ci spinge, ancora una volta, a dire che non ce la facciamo più a convivere con tutta questa tolleranza". L'assenza di controllo per un fenomeno che, a dispetto della legge, continua a realizzarsi in luoghi pubblici, sembra evidente. Le istanze dei cittadini dell'Eur restano ancora una volta inascoltate.


 

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