Eur Tor de' Cenci / Via Pontina

Tor de’ Cenci: alla ricerca di un trasferimento condiviso

Mentre il PD attacca, accusando Alemanno d’aver commissariato il Municipio, Calzetta risponde denunciando la strumentalizzazione e ricordando che sono in corso le trattative per evitare un’ordinanza di sgombero, una scelta che non piace

Che non si trattasse d’ una questione di ore, si era intuito. Perché occuparsi del trasferimento di 350 persone, divise in almeno 3 gruppi etnici, non è una cosa semplicissima. Ma anche perché, a prescindere, dopo tanti anni trascorsi a parlare della chiusura del Campo Nomadi,un po’ di scetticismo matura.

Lo scontro politico. Un altro tema che non era difficile prevedere, era lo scontro politico che ne sarebbe derivato. E che, come nelle migliori tradizioni, non ha tardato a profilarsi. “Con il trasferimento dei Rom di Tor de’ Cenci  a Castel Romano, Alemanno commissaria il Municipio XII, che ha una giunta di centrodestra. Già dal 2009, infatti, il parlamentino di Via Silone ha chiesto ufficialmente la riduzione del campo di Castel Romano, perché evidentemente più di mille abitanti in un unico sito sono ingestibili. E invece il sindaco cosa fa? Con un videomessaggio alla Berlusconi – ricorda Andrea Santoro, Coordinatore PD al Municipio XII -  annuncia il trasferimento di parte dei rom di Tor de’ Cenci a Castel Romano, dicendo di voler creare 'un nuovo campo autorizzato'. E così di fatto sfiducia Calzetta il presidente del Municipio XII, confermando la frantumazione del Pdl romano. Un capolavoro”.

Il Campo Rom più grande d'Europa. “Mi appello – prosegue  Santoro - proprio a Calzetta: dica no, a voce alta. Realizzare alle porte di Trigoria il campo rom più grande d’Europa è una follia, per chi ci andrà a vivere e per il Municipio che lo dovrà gestire. Dai prossimi giorni il Pd chiederà anche alle associazioni, ai comitati di quartiere e alle realtà locali di unirsi contro questo scempio sociale e amministrativo” conclude il Coordinatore Pd al Municipio XII.

La presenza di Rom nel territorio. La risposta del Presidente Calzetta, raggiunto telefonicamente, non ha tardato ad arrivare “La questione non è affatto com’è stata presentata. Ed anzi mi sembra sia più che altro una rappresentazione elettoralistica.  Innanzi tutto se vogliamo dire che il Comune prende in giro qualcuno, dobbiamo ricordarci che 6 o 7 anni fa, l’insediamento di Vicolo Savini è stato spostato a Castel Romano, con la promessa che si sarebbe trattato d’una soluzione provvisoria. Ed in quell’occasione il sindaco era Veltroni – fa notare il Presidente del Municipio XII Pasquale Calzetta –  ma quello che a me preme fare, più che mettermi sul terreno della polemica, è di  rassicurare i residenti che il Municipio è presente e che non ci lasceremo condizionare da nessuno. Ed inoltre, il nostro obiettivo, ne ho parlato sia con il Sindaco che con il V Dipartimento, con cui sono in contatto, è di ridurre la presenza dei Nomadi nel nostro territorio. Spostare Tor de’ Cenci a Castel Romano non è una situazione che ci trova d’accordo. nessuno.

Le trattative in itinere. Su come procedano gli accordi, tra l’amministrazione capitolina ed i Rom di Tor de’ Cenci, il Presidente Calzetta preferisce non sbilanciarsi. “E’ una situazione delicata, mediaticamente molto esposta, anche per le recenti visite del Ministro e del Cardinal Vallini. Sul Campo di Tor de’ Cenci si è accesa l’attenzione del governo e del Vaticano” fa notare Calzetta, che per questo sembra voler smorzare i toni “Quello che posso dire è che attualmente c’è una trattativa in atto, con i 3 gruppi che sono presenti al campo. Uno dei tre si è dichiarato disponibile al trasferimento verso La Barbuta. Degli altri due gruppi, uno non ne vuole sapere di andarci e con l’altro sono in piedi le trattative.  Infine c’è un altro gruppo di Castel Romano, che ha chiesto di esser spostato anch’esso a La Barbuta dove, entro pochi giorni, arriveranno altre 100 persone. Siamo in presenta di trattative delicate, fatte dal V Dipartimento, in diretta connessione col sottoscritto. E’ una situazione in itinere, che stiamo verificando”.

Interessi di parte. Sulla delicatezza della vicenda, che riguarda anche tantissimi minori, non v’è il minimo dubbio. Come anche sul ruolo giocato dalle recenti visite, che hanno acceso l’interesse dei media nazionali, ma anche delle istituzioni di varia natura. E, con esse, dei relativi attori politici.  “Oggi i rappresentanti del PD sono tornati ad occuparsi del campo, dopo tantissimi anni di disinteresse, durante i quali, anche in episodi luttuosi come  per la morte del bambino di tre anni, non si è visto nessuno. L’ARCI, invece, mi sembra chiaro ed evidente, difende i propri interessi”.

Condivisione vs coercizione. Non la manda a dire, Calzetta, che anche quando specifica come “sono  fuori discussioni importanti risultati in termini di inclusione" tiene il punto: " siamo arrivati ad una situazione non più risolvibile con accomodamenti. Quello che mi auguro – conclude il Presidente del Municipio XII –è che si attivi un percorso di condivisione.Con tutti, anche con i residenti che, non dimentichiamolo, vivono con le finestre tappate ed i panni bagnati appoggiati sopra, per evitare di respirare i fumi tossici”.
In queste ore, c’è anche chi ha sottolineato come, a fronte di ulteriori resistenze da parte delle comunità Rom, si procederà con la forza.  Anche su questo, Calzetta esprime il suo punto di vista.
“La soluzione di un’ordinanza di sgombero, non mi trova d’accordo. Ho delle perplessità anche sullo strumento, perché è difficile  riuscire a spostare coattivamente 350 persone. Ma in assoluto, io sono per un percorso condiviso. Bisogna creare le condizioni per riuscirci ed in queste ore ci stiamo lavorando”.
 

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