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Museo Civiltà Romana: sulla riapertura molti dubbi e poche certezze

Porte chiuse e nessun avviso di chiusura al Planetario ed al Museo della Civiltà Romana. Siracusa "Nessuno è stato avvisato della chiusa ed i dipendenti sono preoccupati per il proprio destino"

Il destino del Museo della Civiltà Romana e del Planetario, tra le strutture più apprezzate dai cittadini romani e dai tanti turisti che affollano la Capitale, sembra tutt’altro che definitivo. Nella giornata di lunedì avevamo registrato la soddisfazione del Presidente Santoro per il fatto che il Comune aveva individuato delle risorse utili alla loro riapertura.

NESSUN AVVISO DI CHIUSURA - Ad oggi però, la situazione non sembra particolarmente chiara. Sul posto si è recato Federico Siracusa, già Vice Presidente del Consiglio nell’ex Municipio XII. “Questa mattina l’ingresso al Planetario, al Museo astronomico ed al Museo della Civiltà Romana sono rimasti chiusi e nessun avviso è stato affisso per spiegare i motivi di quest’improvvisa chiusura ed i tempi per la loro riapertura al pubblico”.

UNO SCENARIO DESOLANTE - L’ex Consigliere ci ha fornito inoltre un’ampia gamma di fotografie, che testimoniano lo stato di relativo abbandono cui sembrano versare le strutture. C’è addirittura una porta socchiusa, che consentirebbe a chiunque di entrare nell’edificio, dove sono presenti importanti calchi in gesso e molto materiale d’archivio. “Tristissima è stata la scena alla quale ho assistito stamane nel sopralluogo che ho fatto per verificare la situazione  del Planetario e del Museo della Civiltà Romana. Ci si dimentica forse che sono due realtà culturali molto apprezzate dai turisti e dai bambini.  Infatti, a titolo esemplificativo – prosegue Siracusa -  nel solo anno 2010 i visitatori sono stati oltre 140.000, con un lieve calo degli ingressi negli anni successivi”.

IL DESTINO DEI LAVORATORI - Ma “la tristezza” della scena cui ha assistono l’ex Vice Presidente del Consiglio Municipale, riguarda anche altri aspetti. “I racconti delle gente  - ricorda il Consigliere - parlano dei lavoratori dipendenti di Zètema che in fila sono stati portati alla sede centrale della società che gestisce la cultura a Roma. Intanto, una quindicina di dipendenti della Soprintendenza del Comune di Roma aspetta sconcertata e senza parole il proprio destino. Nessuno sa niente e l’immagine del Museo è la fotografia di un  paese allo sbando che non riesce nemmeno a tutelare il proprio patrimonio artistico.Si tratta – conclude Federico Siracusa -  di un gravissimo danno per la città sia sotto il profilo culturale che economico, se solo pensiamo ai 6,00 euro del biglietto di ingresso per l’altissimo numero di visitatori” .

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